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El Shaarawy si prende Italia e Milan: "Voglio ripagare la fiducia di Conte e Inzaghi"

Giornata di conferenza-stampa per Stephan El Shaarawy, tra i potenziali protagonisti della nuova Italia di Conte: "Il mio calo? Un fatto mentale più che tecnico".

Dopo essersi ripreso il Milan, Stephan El Shaarawy punta a ritagliarsi un ruolo da protagonista anche in Nazionale. Conte lo ha richiamato in azzurro in vista del doppio impegno contro Olanda (amichevole, in programma giovedì) e Norvegia (primo atto del cammino verso Euro 2016). Il Faraone ha ripagato alla grande la fiducia del neo-ct, sfoderando una prestazione super all'esordio in campionato contro la Lazio.

A Coverciano, nel pomeriggio, è toccato proprio ad El Shaarawy prendere la parola. Un modo per iniziare a far luce sul nuovo corso azzurro, affidandosi ai pensieri di colui che, nei piani di Conte, dovrebbe diventare uno degli uomini-simbolo della nuova Nazionale post-Brasile.

"Sono contento di essere tornato, mi sento motivato e più maturo - ha esordito El Shaarawy - Mi è dispiaciuto non essere al Mondiale, ma ora sono soddisfatto di essere finalmente in buone condizioni. Giovani? Giusto dar loro spazio, le società devono valorizzarli".

El Shaarawy traccia un paragone tra i suoi attuali allenatori, Inzaghi e Conte: "Sono simili, grandi motivatori, e mi hanno già dato tanto. Spero di ripagare la loro fiducia. Sono entrambi tecnici che lavorano molto sulla testa, e questo per me è molto importante". Con 'SuperPippo', poi, c'è un rapporto speciale: "Ci ho anche giocato assieme, c'è grande feeling".

El Shaarawy ha assicurato a Conte la massima disponibilità tattica: "Ruolo in azzurro? Ho detto a Conte che posso giocare come esterno nel centrocampo a cinque o come seconda punta". Sarà il Faraone l'uomo di fantasia della Nazionale e del Milan: entrambe hanno scelto di rinunciare a Balotelli.

"Se mi ha stupito la mancata chiamata di Balotelli? Nessuno si deve sentire escluso nè sicuro del posto. Conte ha fatto le sue scelte, ha messo tutti sullo stesso piano. Ora Mario è un giocatore del Liverpool, spero che abbia fatto la scelta giusta ma vorrei concentrarmi su quello che mi ha detto Inzaghi", ha sottolineato El Shaarawy, che ha provato a smarcarsi dalle tante domande sull'ex compagno di squadra.

"Pippo - ha aggiunto Stephan - ha dato una scossa al Milan, ha trasmesso tantissima voglia, da parte nostra ci sarà tanto spirito di sacrificio. E' un allenatore vincente e vuole far tornare grande la squadra".

In quest'avvio di stagione si è visto un El Shaarawy diverso: "Non attribuisco a Balotelli nè ad altri il calo che ho avuto nei mesi scorsi. E' stato un fatto mentale più che tecnico. Non posso accusare nessuno e ritengo comunque che abbiamo fatto anche delle buone cose assieme. A Mario piaceva venire incontro per prendere palla, adesso con Menez e gli altri facciamo un altro tipo di gioco".

Niente Balotelli, e neanche più Kakà al Milan: "E' il mio idolo, ci ho giocato poco, ma entrambi adesso non sono più giocatori rossoneri, pensiamo al presente", ha spiegato El Shaarawy, che evidentemente ha troppa voglia di recuperare il tempo perduto per pensare al passato.

"Che stagione sarà per me? Sono contento di come sia iniziata, tra vittoria del Trofeo Tim e prima vittoria in campionato. Siamo solo all'inizio, è presto. Sono felice anche per come ho giocato finora, ora spero di dare il mio contributo sia in rossonero che in Nazionale".

Non sarebbe male, tra l'altro, tornare a bucare le porte avversarie come un tempo: "Quanti goal segnerò? Mi son posto l'obiettivo della doppia cifra, ma soprattutto - precisa El Shaarawy - voglio che il Milan torni in Champions. Il singolo viene dopo. In Nazionale voglio fare bene quando sarò chiamato in causa".

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