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Primo consiglio federale e immediata svolta per il calcio italiano: Tavecchio e soci hanno infatti modificato la norma sulla discriminazione territoriale.

Se l'Italia si è spaccata sin dal primo giorno di attuazione, i club hanno sempre tenuto duro: una norma del genere va eliminata immediatamente per evitare di spopolare ancor più i fatiscenti e vuoti stadi italiani, il loro pensiero Le squadre italiane hanno vinto: sparisce la discriminazione territoriale.

La tanto temuta norma che ha punito le curve delle squadre di A (sopratutto le big) nell'ultima stagione, è stata modificata come primo volere del nuovo presidente FIGC, Carlo Tavecchio. Il consiglio federale andato in scena oggi ha deciso all'unanimità, la regola non c'è più.

La modifica andrà immediatamente in vigore, intervenendo sui testi dell'art. 11 e 12 del Codice di giustizia sportiva: dunque non costituiscono più un comportamento discriminatorio, sanzionabile quale illecito disciplinare, gli episodi di discriminazione territoriale, sia direttamente che indirettamente.

Nessuna chiusura delle curve in caso di nuovi attacchi discriminatori, le società avranno dunque più tranquillità da questo punto di vista. Le nuove sanzioni potrebbero essere solo monetarie: "La modifica intende evitare provvedimenti drastici favorendo interventi più ponderati".

Parola dello stesso presidente FIGC Tavecchio, eletto qualche giorno fa alla terza votazione: dietro il numero uno del calcio italiano Lotito e Galliani, tra i più grandi oppositori della discriminazione territoriale nella scorsa stagione.

Ha sostenuto Tavecchio anche De Laurentiis, presidente della società (il Napoli) più volte bersagliata dal resto dei tifosi avversari, considerando le punizioni dello scorso anno in cui gi sostenitori azzurri erano in larga parte presenti.

"Capisco il razzismo, ma la norma sulla discriminazione territoriale va abolita" tuonava Galliani qualche mese fa, dopo la squalifica di un settore milanista. "Tutti i presidenti sono d'accordo con me e ho già chiamato il presidente della Figc Abete per dirglielo. Ha detto che ci penseranno. Questa norma esiste solo in Italia".

Abete si è dimesso, Tavecchio ha preso il suo posto: i club hanno vinto, allo stadio la discriminazione territoriale sarà semplice sfottò senza nessun pericolo di curva chiusa.

In caso di cori continui e recidivi però potrebbe essere riaperta la questione della chiusura, ma trattasi di eventualità che ora come ora la Federazione non ha preso in esame: per ora la discriminazione verrà trattata con gradualità estrema, così da rimandare al massimo più pesanti provvedimenti rispetto alla punizione monetaria. In poche parole, non sarà più punita.

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