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Terza votazione decisiva, la FIGC ha un nuovo presidente: ufficiale, eletto Tavecchio

Il quorum non era stato raggiunto nella prima e nella seconda votazione: alla terza Carlo Tavecchio viene eletto presidente della FIGC. Dopo sette anni nuovo capo federale.

Dalla presidenza della Lega Serie D a quella della FIGC. Carlo Tavecchio è il nuovo capo della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il numero uno del calcio italiano. La telenovela post Mondiali si conclude oggi: il 71enne di Ponte Lambro batte Demetrio Albertini e succede al dimissionario presidente Abete.

Sono state necessarie tre votazioni al Consiglio Federale andato in scena all'Hilton di Fiumicino. Il quorum non era stato raggiunto dopo le prime due votazioni: Tavecchio al 60%, Albertini al 35% durante la prima, 63,18% per Tavecchio e il 34,07% nella seconda. Alla terza Tavecchio ha ottenuto il 63,63% che lo rende ufficialmente il presidente della FIGC.

"Sarò il presidente di tutti, soprattutto di chi non mi ha votato. Sono ruvido e non glamour, cercherò di migliorare" le prime parole di Tavecchio da presidente. "Solo insieme possiamo fare le riforme. Serve la cultura del lavoro, dobbiamo abbandonare le divisioni. Entro il 18 agosto vi presenterò la lista delle cose da fare e gli uomini della governance".

Dopo i sette anni di Abete, che nella giornata odierna ha pronunciato il discorso di commiato da capo federale, ecco Tavecchio, al centro delle polemiche italiane ed europee nelle ultime settimane. Polemiche derivanti da un discorso che rimarrà nella storia e stampato sul suo volto.

"Le questioni di accoglienza sono un conto, quelle del gioco un'altra. L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Optì Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree...". Nonostante questo, è stato eletto.

Troppo esiguo il fronte dei Notav, capeggiato da Andrea Agnelli, presidente della Juventus. Il numero uno bianconero aveva dalla sua la Roma, il Torino, la Sampdoria, il Sassuolo, l'Empoli, il Cagliari, il Cesena e la Fiorentina: nove le firmatarie del documento per chiedere ad entrambi i candidati un passo indietro.

Nessun dietrofront e otto team che hanno dunque votato Albertini, unico baluardo contro Tavecchio: ha invece cambiato idea il Cesena di Lugaresi, passato nuovamente dalla parte di Tavecchio prima delle votazioni.

Vince Tavecchio, ovvero il candidato su cui De Laurentiis, Galliani e sopratutto Lotito hanno puntato tutto: Napoli, Milan e Lazio le tre big che hanno guidato il fronte SìTav fino all'elezione odierna. Il 71enne ha vinto grazie l'appoggio generale delle leghe (A-Beretta, B-Abodi, C-Macalli e D-lo stesso Tavecchio).

Ora Tavecchio e uomini del suo mandato dovranno scegliere il nuovo allenatore della Nazionale, il post Prandelli: Conte ha detto no al ruolo di commissario tecnico, Roberto Mancini pare il candidato numero uno per il rulo di tecnico azzurro. Questione a cui il nuovo presidente lavorerà da domani. Oggi l'ufficialità, domani il lavoro.

Dopo le polemiche e la spaccatura del calcio italiano la rinascita? L'importante e il necessario, con un numero uno o l'altro. Per il bene dello sport più seguito del paese.

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