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Il nuovo Milan di Inzaghi riparte da alcune regole ferree a cominciare dal ritiro: sveglia poco prima delle 8, niente telefonini negli spogliatoi e tattica anche a tavola.

Allenamento, orari, alimentazione. Il Pippo Inzaghi versione allenatore non ha intenzione di lasciare nulla al caso e, già dai primi giorni di ritiro, sta mettendo in chiaro quelle che saranno le sue regole per tutta la stagione del Milan.

Come riporta 'La Gazzetta dello Sport', infatti, la sveglia suona di buon'ora dato che, alle 9, i giocatori devono già essere in campo per la prima seduta di allenamento. Seguita da una seconda intorno alle ore 17:30. La truppa, poi, sarà sempre obbligata a presentarsi negli spogliatoi addirittura 45 minuti prima del via per ascoltare le parole del tecnico, che sta puntando forte sul 'ricreare il Dna rossonero'.

Durante l'allenamento Inzaghi non si allontana mai dal campo di gioco, seguendo scrupolosamente ogni mossa. E, fin dalla primissima seduta, SuperPippo ha voluto cominciare a impartire alcune lezioni di tattica, partendo ovviamente da quel 4-3-3 che sarà il marchio di fabbrica del suo Milan. Insieme a lui anche Giovanni Vio, specialista dei calci piazzati appena arrivato dalla Fiorentina e voluto fortemente proprio dall'ex-attaccante.

Meticoloso in campo, dunque. Ma molto attento anche a quanto accade fuori. Inzaghi d'altronde già in conferenza stampa al riguardo era stato piuttosto chiaro. Sulla puntualità non transige, come sull'assoluto divieto di usare il telefonino all'interno degli spogliatoi di Milanello. Senza dimenticare di tirare la cinghia anche a tavola, dove sono particolarmente apprezzati gli spuntini a base di frutta.

Le regole ferre imposte al gruppo, peraltro, finora non sembra incidere negativamente sui rapporti con i propri giocatori. Anzi. A differenza di quanto accade con i giovani della Primavera che si rivolgono a Inzaghi dandogli del 'lei', gli ex compagni lo chiamano affettuosamente Pippo come se fosse ancora parte integrante della rosa più che il tecnico della Prima squadra. Segno che i rapporti umani per Inzaghi vengono sempre prima di tutto.

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