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Discrepanze economiche portano Spalletti a rifiutare il Milan: il tecnico dello Zenit percepisce 4,5M annui, il suo staff un milione, troppi per i rossoneri. E la Juventus...

Il 'matrimonio' tra il Milan e Luciano Spalletti sembra allontanarsi. Problemi di natura economica, per via dell'elevato ingaggio percepito dal tecnico allo Zenit, che lo portano a declinare il corteggiamento di Adriano Galliani pronto a puntare su di lui per il 'dopo' Seedorf.

Il retroscena è svelato dal 'Corriere della Sera', secondo cui l'allenatore toscano avrebbe deciso: "Non vengo ad allenare il Milan". I 4,5 milioni annui percepiti in Russia rappresentano un ostacolo pesante per i rossoneri, così come il milione di stipendio corrisposto al suo staff.

Cifre troppo elevate per le casse dei lombardi, che si augurano di vedere pretese minori da parte di Spalletti qualora dovesse trovare un accordo vantaggioso con il club di San Pietroburgo sulla buonuscita (il suo contratto con la società di San Pietroburgo scade a giugno 2015). Intanto Silvio Berlusconi, a 'Uno Mattina', a precisa domanda glissa sul nome di chi siederà in panchina: "Le risponderò quando mi inviterà la prossima volta".

Tornando a Spalletti, sullo sfondo c'è sempre la pista Juventus. Se Galliani lo ha in cima alla lista, la priorità dei bianconeri è sempre quella di tenersi stretto Conte ma nel contempo guardarsi attorno per cercare alternative in caso di divorzio col salentino. E l'allenatore di Certaldo, secondo 'Tuttosport', è tra i potenziali successori.



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