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L'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, torna sul caso Iuliano-Ronaldo: "Ho solo detto che il rigore ci poteva stare. Scandaloso è il passaporto di Recoba".

Luciano Moggi ci ripensa. Ancora. L'ex direttore generale della Juventus, infatti, dopo avere ammesso che il famoso scontro tra Iuliano e Ronaldo dovesse essere punito con il calcio di rigore, torna sull'infuocato match contro l'Inter della stagione 1997/98, e ritratta.

"Io non ho mai inteso dire che il rigore c’era, ho soltanto affermato che quel rigore si poteva dare e non dare e l’arbitro fu evidentemente di parere contrario alla concessione. Leggo che le mie parole sono state mal interpretate", tuona Moggi sulle pagine di 'Libero'.

Moggi che poi non perde occasione per lanciare l'ennesima stilettata in direzione Milano, sponda nerazzurra: "Mi sembra giusto precisare che se anche il rigore fosse stato concesso e trasformato, avrebbe portato l’Inter al pareggio e quindi ben lontano dal raggiungere la Juve, prima in classifica. Preciso questo per chi ha volutamente dato risalto alla concessione o meno di un rigore, trascurando altrettanto volutamente fatti ben più gravi, come quelli risalenti a quel passato, quando c’era chi tesserava calciatori con documenti falsi, rubando i documenti alla motorizzazione di Latina per costruire una patente falsa intestata al giocatore Alvaro Recoba, con residenza romana, pur giocando a Milano, per fornirgli un passaporto falso".

Quindi l'ex dirigente di Madama chiosa ricordando: "Le leggi sportive recitano che chi produce falsi documenti per costruire falsi passaporti allo scopo di rendere comunitari giocatori extracomunitari deve essere retrocesso. La giustizia ordinaria condannò per il fatto un dirigente dell’Inter e il calciatore. L’Inter, invece, per volere di Franco Carraro non fu retrocessa come da regolamento, per via degli fiume di danaro versato negli anni da Moratti". E la polemica continua.

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