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Il giovane portiere della Sampdoria, Fiorillo, mette in guardia Scuffet e Perin: "Ero considerato il nuovo Buffon ma alla prima incertezza in Italia ti cancellano subito".

Vincenzo Fiorillo torna a difendere i pali della Sampdoria e ricorda il recente passato quando, poco più che adolescente, in molti lo accostavano al totem Gigi Buffon. Un po' quello che sta capitando oggi a Simone Scuffet e Mattia Perin, entrambi sulle orme dell'indiscusso numero uno azzurro.

"Ecco il punto. In Italia facciamo troppo presto ad appiccicare etichette come questa. Poi, al primo errore, è chiaro che non puoi essere l’erede di Buffon e passi da tutto a niente. Ti cancellano. Conosco bene Perin. Lo ricordo quando ero nell’Under 21. È forte e mi colpisce sempre per la sua tranquillità. Scuffet non lo conoscevo e mi ha stupito. Mi sembra molto equilibrato anche per il modo in cui sta vivendo questo periodo. Speriamo che qualcuno non lo condanni al primo momento difficile", tuona dalle pagine del 'Corriere dello Sport' lo stesso Fiorillo.

La metà del suo cartellino è stata recentemente rilevata dalla Juventus: "La stima di persone così competenti come Marotta e Paratici fa sempre piacere ma io, ve lo confesso, ho un sogno che coltivo da molto tempo, riuscire a essere protagonista con la Sampdoria. All’inizio ho peccato di troppa sicurezza. Quando sei giovane pensi che tutto sia dovuto. Ai primi errori, poi, ho perso la tranquillità".

Tranquilittà che adesso sembra definitivamente ritrovata: "Ho 24 anni, sono cresciuto. Sono ripartito dalla Serie B e ho conquistato la promozione. Mi sento più pronto, più sereno. Dal mio compagno Da Costa cerco di apprendere la capacità di non farsi condizionare dai momenti negativi. Eppoi sto studiando per migliorare.Osservo gli altri. Guardo i video, voglio capire i particolari tecnici e tattici che fanno grandi certi portieri". Senza fare paragoni controproducenti.

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