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La doppietta al Parma ha confermato l'importanza di Tevez per la Juventus, peccato per il giallo che gli farà saltare Napoli. In vista del ciclo di fuoco servirà gestire le forze.

Era una partita dal coefficiente di difficoltà più alto di quanto qualcuno potesse pensare, quella che ha visto ieri in azione la Juventus contro il Parma: del resto quella emiliana, prima del fischio d’inizio, era la squadra che, nel girone di ritorno, aveva collezionato più punti di tutte, dopo Madama. Se a ciò aggiungiamo che l’ultima sconfitta per Cassano e compagni risaliva a diciassette giornate fa, proprio contro i bianconeri, ci rendiamo conto dell’efficacia di questa squadra. Un’efficacia vista anche ieri e chissà che, senza l’espulsione di Amauri, non saremmo qui a commentare un risultato diverso.

Ed invece la squadra allenata da Antonio Conte ha portato a casa la quindicesima vittoria consecutiva tra le mura amiche, per un record fin qui senza precedenti: altro numero che testimonia la bontà del lavoro dei Campioni d’Italia. Vittoria che, più che mai, porta in calce la firma di Carlos Tevez. L’argentino continua a dare dimostrazione delle proprie qualità fisiche, tecniche e caratteriali.

La doppietta con cui ha piegato il Parma fa comprendere, per l’ennesima volta, quanto importante sia la sua presenza nell’economia di gioco dei bianconeri. Senza di lui, sicuramente, la Juve non avrebbe un margine di vantaggio così ampio sulla Roma. E peccato per il cartellino giallo rimediato che gli impedirà di giocare il big match di domenica sera in casa del Napoli: volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, Conte se lo ritroverà riposato per l’andata di Europa League contro il Lione.

LA PARTITA | JUVENTUS-PARMA 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

JUVENTUS
10
7
52%
6
4
3

PARMA
7
2
48%
2
1
4

Eh sì, perché come spiegato dallo stesso tecnico pugliese nel post partita è un periodo molto intenso questo per la Juventus, cui corrisponde un’emergenza in termini di calciatori a disposizione. Tanti gli assenti, anche contro gli emiliani, con la conseguenza che gli uomini spediti sul terreno di gioco sono spesso gli stessi. Si è visto anche negli ultimi venti minuti del match contro gli emiliani, dove i bianconeri, di tanto in tanto, sono apparsi affaticati e poco brillanti.

Un dato che non deve allarmare, ma che deve indurre a dosare nel miglior modo possibile energie fisiche e mentali. E’ un elemento, questo, sul quale si insiste parecchio perché, mai come in questo momento, il turnover è cosa essenziale. Per poterlo fare, però, sarà necessario recuperare al più presto i tanti indisponibili, soprattutto in difesa, dove Caceres, Bonucci e Chiellini continuano a fare gli straordinari.

E proprio i tre difensori meritano una nota d’elogio: si è sempre sottolineato, peraltro giustamente, quanto indispensabile sia Andrea Barzagli nell’organizzazione difensiva della Juventus. Una leadership, quella del difensore toscano, evidenziata da prestazioni convincenti e dal fatto che, in sua assenza, la retroguardia andava spesso in bambola.

Le cose, adesso, sembrano però essere cambiate. Per meglio comprendere ciò, basti pensare che nelle ultime cinque partite (tre di campionato e due di Europa League), giocate tutte senza Barzagli, la Juve ha subito appena 2 goal: uno ieri, firmato dall’ex Molinaro, ed un altro nel match di andata di Europa League contro la Fiorentina, realizzato da Mario Gomez. Sinonimo questo, evidentemente, di un’ulteriore crescita della squadra, anche dal punto di vista mentale.

Adesso per la Juventus continua il ciclo terribile di partite, in questo cruciale finale di stagione. Domenica sera ci sarà da affrontare il Napoli al San Paolo, dove una vittoria consentirebbe di affrontare con più serenità gli impegni rimanenti. Il compito non sarà dei più semplici, con l’assenza di Tevez che complica ulteriormente la situazione. Dopo la trasferta in casa dei partenopei, sarà dunque il turno del viaggio a Lione, per l’andata dei quarti di finale di Europa League: guai a sottovalutare i francesi. Insomma, periodo intenso, ma la strada per il successo, da che calcio è calcio, è sempre impervia.

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