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ANALISI - Per il Milan è giunta l'ora di programmare il futuro, a partire dagli uomini. Ecco il borsino completo: conferme, partenze e situazioni spinose.

Qualcuno li fermi, salvate questo Milan. Quello che una volta era il Club più titolato al Mondo, ora è il Far West: una società irriconoscibile. Fatta di fazioni, di faide clandestine, sorrisi e coltellate alle spalle. A tutti i livelli. Titoloni da prima pagina e frasi sussurrate, spifferi da spogliatoio e regolamenti di conti, colpi bassi e botte da orbi, neanche fossimo in un vecchio film di Bud Spencer e Terence Hill. Solo che a ridere, oggi, sono in pochi.

Solo Clarence Seedorf, forte della fiducia presidenziale (che pur comincia a scricchiolare), non ha mai perso il sorriso. Una rilassatezza che sinceramente stona parecchio con il caos che lo circonda. E che probabilmente carica ancor più di tensione l’ambiente esterno, stanco di vedere una squadra piatta e senza identità. E’ bene dire, però, che l’apprendistato è finito qui, con la sconfitta di San Siro con il Parma.

Fuori dalla Champions, con l’Europa sempre più lontana e la Coppa Italia persa per strada, al Milan rimane un unico obiettivo: tracciare la strada per il prossimo anno, ricostruire. Bene, allora che Seedorf cominci a delineare il Milan che verrà, a livello tattico, tecnico e comportamentale.

Da qui in avanti non ci sarà più spazio per quei giocatori destinati alla cessione, demotivati e senza orizzonti. Chi non fa parte del progetto, dovrà farsi da parte. Che Seedorf indichi, una volta per tutte, da chi intende ripartire. E da lì ricostruisca un gioco, un’identità, un nuovo nucleo. Questo, ovviamente, porta a una domanda: chi salvare?

BORSINO MILAN: PROMOSSI, RIMANDATI E BOCCIATI
CHI RESTERA'
Abbiati
Bonera
De Jong
De Sciglio
El Shaarawy
Emanuelson
Montolivo
Pazzini
Poli
CHI E' IN DUBBIO
Abate
Amelia
Balotelli
Cristante
Essien
Honda
Kakà
Rami
Saponara
Taarabt
Zapata
CHI ANDRA' VIA
Birsa
Constant
Gabriel
Mexes
Muntari
Petagna
Robinho
Silvestre
Zaccardo

Porsi adesso questo quesito non è facile. Le scelte fatte finora da Seedorf ci fanno ipotizzare che nella cerchia dei confermati ci sarebbero: Abbiati, Bonera, De Sciglio, Emanuelson, De Jong, Poli, Montolivo, El Shaarawy e Pazzini. A questa lista potremmo anche aggiungere Honda, per ovvi motivi, e la coppia Abate-Balotelli, pronti a partire però in caso di offerta invitante. Tra i bocciati sicuri, invece: Mexes, Constant, Silvestre, Gabriel, Birsa, Zaccardo, Petagna, Robinho e Muntari.

Poi, come in un girone dantesco, ci sono coloro che per motivi diversi restan sospesi: Zapata, per esempio, non è mai stato disponibile e verrà valutato, così come Saponara e Cristante, una volta ripresa la condizione atletica. Essien dovrà dimostrare una certa integrità fisica, Amelia arrendersi alla condizione di rincalzo, mentre la continuità di rendimento e i comportamenti extra-calcistici diranno quale sarà il futuro di Rami e Taarabt, che hanno convinto solo a tratti e sono in prestito con diritto di riscatto. Il loro sprint è appena cominciato.

Infine, a parte, c’è il capitolo Kakà. Una pagina sui generis e tutta da scrivere. E’ ovvio che per capacità tecniche e morali, il brasiliano possa essere un punto fisso del prossimo Milan, ma è anche vero che il suo destino dipenderà unicamente dalle sue valutazioni sul proprio stato fisico. Al momento Ricky è un campione a metà, un uomo combattuto: se le gambe risponderanno ancora ai comandi della testa, allora continuerà, altrimenti sceglierà lidi meno logoranti. Il calo attuale e le difficoltà di oggi lo stanno facendo vacillare.

Il 4231 di Seedorf stanca molto e richiede movimenti continui, ripiegamenti frequenti, accelerazioni importanti. Kakà è sempre stato onesto, prima che con gli altri, con sè stesso: non si nasconderà e sceglierà per il bene suo e del Milan. La prospettiva di una stagione senza coppe potrebbe cambiare le cose, ma per adesso bisogna aspettare.

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