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Il giovane francese Paul Pogba, inseguito da tutti i top club europei, sta vivendo un momento di appannamento. La Juventus e Conte, però, lo difendono.

Se hai appena compiuto ventuno anni, il valore del tuo cartellino in meno di ventiquattro mesi  è schizzato da 1 a settanta milioni di euro e sei diventato il perno di Francia e Juventus, un momento di calo, come quello attraversato attualmente da Paul Pogba, appare del tutto fisiologico. Calo che però non può non preoccupare i bianconeri, ormai giunti allo sprint finale in campionato come in Europa League.

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha recentemente dichiarato il francese "patrimonio dell'umanità". Senza scomodare l'Unesco, Pogba ad oggi resta uno dei migliori centrocampisti al mondo, con il fiato un po' corto. Il suo 2014 infatti appare decisamente sottotono rispetto agli standard a cui aveva abituato i tifosi bianconeri tra agosto e dicembre.

Troppe veroniche, troppi palloni persi in mezzo al campo, poca cattiveria sotto porta. Contro la Fiorentina, in Europa League, Pogba è partito dalla panchina, salvo entrare nella ripresa, appena in tempo per fallire l'occasione del possibile 2-1 dopo un ottimo scambio con l'amico (e compagno di stanza) Llorente. Conte, sempre abile a dosare bastone e carota, ora lo difende.

Il tecnico della Juventus infatti sa bene che la presunzione in questo caso c'entra davvero poco. Il calcio di Pogba non prevede quasi mai la giocata più semplice e, quando il fisico non ti sorregge, spesso il rischio di fare una brutta figura è davvero molto alto. La media voti delle partite giocate dal francese nel mese di marzo è insufficiente: 5,83. In costante calo peraltro da gennaio a questa parte.

Il comportamento del ragazzo fuori dal campo resta irreprensibile, i tifosi della Juventus lo adorano e Conte se lo coccola, consapevole di avere tra le mani un diamante purissimo ma forse, almeno in parte, ancora da sgrezzare. Ecco perchè, alla fine, Pogba, potrebbe anche decidere di restare in bianconero.

Imparare per migliorare, fino a diventare il numero uno. L'obiettivo del ragazzo è chiaro, farlo a Torino forse è più semplice. Psg e Real Madrid possono aspettare.

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