A posto così - Le clamorose analogie tra l'Inter di Mazzarri e quella di Tardelli

Il cammino dell'Inter di Mazzarri ricorda sotto tanti aspetti quello dei nerazzurri di Tardelli: un punto in meno, rendimento altalentante, la difesa a tre. Ma non solo...
  Federico Casotti
Direttore Goal Italia

Gli impacci dell’Inter targata Mazzarri si sono prestati da subito, in maniera feroce e non sempre azzeccata, a un costante confronto con i numeri della stagione precedente, quando sulla panchina dell’Inter c’era l’esordiente Stramaccioni. Tutti noi ricordiamo bene l’evoluzione dell’Inter 2012/13: partenza ottima, due vittorie di prestigio contro Juventus e Milan, prima del graduale scivolamento nel pantano di media classifica a suon di sconfitte e prestazioni mediocri.

Un confronto costante, rafforzato dalle formazioni pressochè analoghe – figlie di un mercato estivo a posteriori molto negativo – e dalla memoria a breve termine. Si sa, si tende a ricordare meglio ciò che è più recente. In realtà andando a spulciare le statistiche (e non solo), la stagione dell’Inter di Mazzarri presenta inquietanti somiglianze con il 2000/01, la stagione in cui Marco Tardelli subentrò a Lippi dopo il preliminare con l’Helsingborg, la sconfitta di Reggio Calabria, gli ideali calci nel sedere eccetera eccetera.

L'INTER 2000/01 DI TARDELLI
FREY

FERRARI - BLANC - CORDOBA

ZANETTI - FARINOS - DI BIAGIO - GRESKO

SEEDORF

VIERI - RECOBA
Prendendo a confronto il cammino attuale di Mazzarri e le prime 22 giornate della gestione Tardelli, i numeri parlano da soli. L’attuale allenatore dell’Inter  ha raccolto 33 punti contro i 34 del Campione del mondo’82: per Mazzarri una vittoria in meno (8 contro 9), ma anche due sconfitte in meno (5 contro 7). La differenza la fa evidentemente l’eccessiva tendenza al pareggio dei nerazzurri attuali, primatisti del segno X (ben 9) insieme a Cagliari e Torino.

Mazzarri si può consolare con un dato sorprendente, riguardante i gol fatti: ben 39, undici in più rispetto alle 22 giornate di Tardelli. Tutto questo nonostante la siccità di gennaio e il fatto che la formazione dell’Inter 2000/01, per quanto in un contesto generale più competitivo, comprendesse gente come Vieri, Recoba o lo stesso Seedorf.
 
Le analogie con quella stagione dell’Inter non si fermano qua, se pensiamo che anche Tardelli giocava con la difesa a tre, capeggiata da Laurent Blanc accanto ai vari Cordoba e Ferrari; ancora più inquietante, il fatto che anche il 2000/01 fu un’annata sottotono per le milanesi in generale, abbondantemente fuori dal giro per il titolo, con il Milan costretto a cambiare l’allenatore in precedenza scudettato (vi ricorda qualcosa?), senza dimenticare un po’ più in alto il testa a testa Roma-Juventus.

Davanti a queste analogie, il buon Walter si consoli: a Tardelli fu comunque concesso di finire la stagione per poi chiudere la sua esperienza in nerazurro. Solo, raccomandiamo al tecnico livornese particolare attenzione al derby di ritorno, perchè i corsi e ricorsi storici non promettono nulla di buono.