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Il Milan si prepara ad una seconda metà di stagione da intraprendere con uno schieramento rivoluzionato. Ma neanche gli arrivi di Rami, Honda e Nainggolan bastano per Allegri...

Quello che si presenterà ai nastri di "ripartenza" dopo la sosta potrebbe essere un Milan profondamente rivoluzionato. Gli arrivi di Rami e Honda sono già ufficiali: benché si tratti di due innesti di tutto rispetto, il francese e il giapponese vanno certamente ad infoltire e allargare la rosa, ma non a colmare lacune. Sono alternative di livello per reparti già coperti, di certo migliorano le opzioni a disposizione di Allegri, ma non ne risolvono i problemi.

Non dovrebbero però essere gli unici volti nuovi a disposizione del mister rossonero dopo la sosta: gli uomini mercato, infatti, si stanno muovendo con decisione per garantire maggiore qualità a centrocampo, settore in cui più di ogni altro si è palesato un deficit preoccupante rispetto alle concorrenti che lottano per un posto in Europa. De Jong-Muntari-Montolivo è la linea mediana titolare di Allegri e nel complesso non si può dire che non sia di spessore.

La sensazione è che la madre di tutte le lacune resti: forse un Lodi sarebbe stato più utile.
L'unico giocatore che, però, ha le stigmate del regista - o quasi - è Montolivo, che però in questo avvio di stagione è anche il giocatore più discontinuo. A Muntari e De Jong non si può certamente chiedere di dettare i ritmi, né di far girare palla o mettere l'uomo davanti alla porta. Nonostante questo, il loro contributo (soprattutto quello dell'olandese) è stato comunque dignitoso e, forse, anche qualcosa di più. La prima alternativa del centrocampo rossonero, oggi, è Poli, anche lui a cavallo di una sufficienza risicata (se fossimo ancora a scuola sarebbe un "dal 5 al 6"). E' per questo che Galliani&co. stanno cercando di aggiungere nuova linfa in quella zona.

Questa nuova linfa porta i nomi di Nainggolan, Parolo o addirittura Hernanes. Pur trattandosi di  ottimi elementi, nessuno di questi ha le caratteristiche di cui il Milan avrebbe grande bisogno. Che, per intendersi, sono quelle dell'abiurato Pirlo: chiaro che come il regista bianconero in giro non ce ne sono molti (soprattutto nel mercato di gennaio) ma qualcosa di più si potrebbe provare a fare. Per caratteristiche - attenzione: non si parla di valori assoluti - Parolo può fare le veci di Poli, mentre Nainggolan rimpiazzare Muntari, ma nessuno di loro è in grado di impugnare la bacchetta del direttore d'orchestra. E neanche Hernanes - ammesso che Lotito sia disposto a trattarlo - ne ha le doti.

Con questi potenziali acquisti, il Milan si potrebbe ridisegnare con un 4-3-2-1, con Rami al centro della difesa, Montolivo in cabina di regia, De Jong e Nainggolan in mezzo ad abbinare qualità e quantità. Davanti, Honda e Kakà dietro Balotelli. Sulla carta, un balzo in avanti. Quanto importante, però, difficile dirlo.

La sensazione è che, così, la madre di tutte le lacune, resti: forse un Lodi sarebbe stato più utile, o un Pizarro per fare un altro esempio di mediano 'metronomo'. Di certo, per ruolo e caratteristiche, servirebbe più di altri colleghi più reclamizzati. E a giugno, magari, puntare al bersaglio grosso: Xabi Alonso, Verratti o Thiago Motta, ad esempio, hanno il pedigree giusto e il carisma da Milan.

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