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Galliani potrebbe lasciare a breve il Milan per 30 milioni: "Non mi faccio rosolare a fuoco lento, ho ricevuto un danno enorme". Arriveranno Fenucci, Leonardi e Maldini

Frasi di addio, dichiarazioni di lontananza, una decisione già presa. Il nuovo Milan di Barbara Berlusconi avanza, quello di Adriano Galliani si allontana sempre più. Ora non resta che stabilire la data in cui l'amministratore delegato uscirà di scena.

Il dirigente rossonero non ne può più della situazione venutasi a creare, Lady B che spinge, patron Silvio che non vuole bloccare l'avanzata della figlia. Otto giorni al Milan per liberarlo con tanto di buona (ottima) uscita, oppure si dimetterà dopo quasi tre decenni.

Sul piatto c’è una liquidazione da 50 milioni di euro lordi, frutto di 27 anni al livello più alto, factotum milanista, uomo mercato decisivo. Non è escluso che Galliani possa lasciare il Milan, alla fine, per una cifra intorno ai 30 milioni. 

E' frustrato, Adriano. Barbara Berlusconi sempre più presente nelle attività milaniste, lui guarda, in disparte. Sa che il suo momento è giunto, vuole solo lasciare, magari in maniera ultramilionaria. "Ho ricevuto un danno alla reputazione enorme e non ci sto a farmi rosolare a fuoco lento". Si sfoga l'ad, furioso.

"Non posso aspettare fino ad aprile in queste condizioni, pazienterò ancora qualche giorno e poi se non succederà niente sarò io a fare un passo indietro". Pazienza finita. Quale futuro per i rossoneri? Allegri rimarrà fino a giugno come noto, Seedorf in panca dalla prossima estate.

Per il resto del nuovo Milan servirà lottare, trattare. Aprire il portafogli. Il più facile da ingaggiare pare essere Paolo Maldini, nel ruolo di supervisore. Come direttore sportivo Pietro Leonardi, mentre al posto di Galliani dovrebbe arrivare Claudio Fenucci.

Nè Leonardi, nè Fenucci, arriverebbe ovviamente prima dell'estate: il calciomercato di gennaio, con Galliani out dalle prossime settimane, potrebbe essere portato avanti proprio da Maldini, visto e considerando come Ariedo Braida lascerà con Galliani. Dubbi, rivoluzioni, milioni. Il nuovo Milan.

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