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Premiato con il Viareggio Sport il tecnico della Juventus Conte ha evitato di parlare della sua squadra. Un tifoso urla: "Mister rimani!", il mister "L'ha detto lui, non io...".

Antonio Conte passa all'incasso personale di un biennio da sogno e ritira il meritatissimo 'Premio Viareggio Sport', ma quello che va in scena lunedì all'Hotel Principe di Piemonte della città versiliana è davvero un teatro dell'assurdo, che toglie il velo ad una situazione di nervosismo strisciante tra il tecnico e la società.

Succede infatti che se l'espressione dell'allenatore leccese - al di là di qualche sorriso tirato - non sia esattamente distesa come si conviene alla circostanza, la vicenda assuma sviluppi paradossali quando Conte comincia ad essere oggetto delle domande dei media presenti, come svela non solo la 'Gazzetta' ma anche 'La Stampa', quindi non esattamente un giornale che abbia interesse a soffiare sul fuoco della polemica bianconera.

Già al suo arrivo Conte aveva esordito in maniera brusca a chi gli chiedeva della Juventus: "Non sono seccato, però parliamo solo del premio". Muro totale opposto anche sul palco, fin dalla prima domanda sull'attualità: "Oggi il premio non lo riceve la Juve, ma Antonio Conte come allenatore, anche se lo spirito è sempre lo stesso".

Arriva subito un'altra domanda sulla trasferta di Livorno e relativa emergenza difensiva bianconera e qua si va davvero sul surreale, vista la testuale risposta: "Sì, il premio sono molto contento di riceverlo, ringrazio gli organizzatori".

Qualcuno capisce che non è aria e allora si parla dei maestri Fascetti e Lippi, della sua famiglia, salvo poi riprovarci con una domanda sull'inizio di stagione della Juve, se Conte abbia temuto qualcosa, cui il tecnico risponde così: "Il premio è prestigioso, vi ringrazio veramente". Teatro dell'assurdo purissimo, con annesso stupore della platea.

L'unica concessione arriva alla domanda sul 4-2-4 e l'impossibilità di farlo senza la stoffa giusta, ma anche la risposta data in questa occasione conferma che tra Conte e la Vecchia Signora c'è un rapporto sicuramente forte, cementato dalla juventinità, ma anche attraversato da continua elettricità pronta a fare scintille, magari in una settimana difficile come questa, alla luce della coperta cortissima in difesa.

Scintille che potrebbero diventare sempre più roventi lungo la strada che nel prosieguo della stagione vedrà il tecnico e la società confrontarsi non solo su un tema contrastato come il rinnovo di Pirlo, nonchè su un mercato che il leccese vuole da Champions, ma anche sul fatto stesso di continuare assieme l'avventura, con mezza Europa che ha già fatto arrivare sul tavolo del leccese offerte top.

Una telenovela, questa della permanenza di Conte sulla panchina bianconera, della quale si è avuta un'avvisaglia quando ieri, prima di entrare nella sala congressi per la premiazione, un tifoso intrufolatosi ha urlato: "Mister non andartene, rimani alla Juve!". Al che il tecnico, girandosi verso i giornalisti: "L'ha detto lui, mica io". Come dicevano qualche millennio fa, 'excusatio non petita'...

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