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Berlusconi pronto a ratificare già nel bilancio 2013 la liquidazione di Galliani. C'è chi parla anche di 50 milioni. Intanto il Milan vorrebbe Pradè come ds ma lui smentisce.



Senza Champions e con una maxi liquidazione milionaria da pagare ad Adriano Galliani. A meno di clamorosi colpi di scena (rimonta in campionato, al momento un vero e proprio miraggio) l'era di Barbara Berlusconi al Milan, si aprirà con un serie di buchi e debiti da coprire. La notizia di oggi è che Galliani potrebbe lasciare la sua poltrona già il prossimo 31 dicembre.

Oltre alla perdita derivata dai mancati introiti della massima competizione per club (circa 50 milioni di euro fra market pool, sponsor, diritti tv ecc...) peserà non poco il tfr a sei zeri che l'attuale ad rossonero percepirà per le sue mansioni da top manager nel periodo che va dal 1986 al prossimo giugno. Una cifra che verrà studiata e contrattata nei minimi dettagli potrebbe aggirarsi fra i 10 e 30 milioni di euro. Ma ce chi parla anche di un super assegno da 50 milioni.

Silvio Berlusconi, ha deciso, di comune accordo con i 5 figli, di ratificare la cifra esatta già prima di Natale così da metterla nel bilancio del 2013 per poi farla approvare dall'assemblea dei soci il prossimo aprile. In questo modo peserebbe di meno sui conti rossoneri visto che verrebbe messo in 'partita doppia' in un periodo che ancora beneficia dei bonus Champions arrivati grazie al terzo posto dello scorso anno e alla qualificazione alla fase ai gironi.

Nessuna guerra legale, nessuno scontro in vista. Al lavoro per capire a quanto costerà realmente dare il 'ben servito' a Galliani, è un team capitanato da Bruno Ermolli, attualmente membro del cda di Mediobanca, Mediaset e Mondadori e persona gradita sia dal Sivio che da Adriano.

Galliani, intascato il super-bonifico, si riciclerà poi in Fininvest oppure nell'araba fenice 'Forza Italia'. A quel punto, a Barbara Berlusconi, poco importerà del futuro dell'ormai ex ad. Entro primavera infatti si dovranno decidere le figure chiave del Milan del futuro. Se Paolo Maldini sarà quasi certamente il nuovo direttore tecnico, collante ideale fra squadra e società, uomo simbolo del Milan all'estero, che deciderà anche le linee guida del mercato, impazza il totonomi sul futuro ds. Molti i top manager sulla piazza, o quasi.

Da Pradè della Fiorentina (che però ha prontamente smentito ogni voce che lo associa ai rossoneri), passando per Sabatini della Roma fino addirittura a Paratici della Juventus. Tutti e tre, sarebbero anche sotto monitoraggio dell'Inter. Per le finanze invece, i soliti romanisti Uva e Fenucci sono le opzioni preferite da Barbara, che per l'area tecnica non dimentica nemmeno l'ex Albertini, ora vicepresidente in Figc.

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