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Insigne crede ancora al titolo e non vede nessuna rivalità con Mertens: "Io lui e Callejon possiamo giocare in più ruoli". Poi su Benitez rivela: "Il mister non si incazza mai!".



Il Napoli arriva alla sosta del campionato con la neccessità di riscattare al più presto il ko di Torino contro la Juventus, che sembra aver messo un freno alle ambizioni partenopee di primato in classifica. Il fantasista azzurro, Lorenzo Insigne, tuttavia, è fiducioso in vista del proseguo della stagione.

"Il Napoli stavolta ha tutte le carte in regola per ambire allo Scudetto, - ha affermato in un'intervista esclusiva al 'Guerin Sportivo' - ed è giusto che noi calciatori ci crediamo fino alla fine. Oltre che con la Juventus, dovremo giocarcela con la Roma, con la Fiorentina e con l'Inter".

Anche in Champions l'obiettivo del Napoli sarà quello di andare più avanti possibile giocando un bel calcio. "Se sottrae energie al campionato? Penso che un giocatore non debba fare certi ragionamenti, - ha detto Insigne - e personalmente mi sforzo di dare sempre il massimo partita dopo partita. Benitez ha grande esperienza in Europa. Il nostro compito è di recepire i suoi suggerimenti per essere sempre al top, anche giocando ogni 3 giorni".

L'attaccante partenopeo potrebbe vivere un estate magica con la Nazionale azzurra, qualora Prandelli decidesse di portarlo in Brasile: "E' un brivido - ha ammesso - Solo a pensarci mi emoziono. La mia partecipazione al Mondiale è legata a quanto sarò capace di fare con il Napoli. Certe cose bisogna sapersele meritare. So che Prandelli mi stima, ma anche io - a mia volta - nutro nei confronti del Commissario tecnico un sincero senteimento di riconoscenza, indipendentemente dalle scelte che farà. Se ora non sono più considerato solamente un giovane promettente, ma un giocatore di livello, lo devo anche a lui".

L'ambientamento in Nazionale è andato bene: "Verratti e Florenzi mi hanno aiutato parecchio. All'inizio avevo soggezione di Andrea Pirlo, ma era un problema solo mio. Un grande campione come lui, che avevo visto per anni in televisione vincere finali e alzare Coppe, me lo sono trovato seduto accanto a tavola".

Idee chiare su Balotelli e sui suoi rapporti con i media: "Balotelli è un compagno come tutti gli altri. Con noi si comporta come un ragazzo semplicissimo. Siete voi che lo vedete in maniera diversa. Ti faccio un esempio: a Coverciano il mese scorso, prima di Danimarca-Italia, Prandelli ha fatto svolgere una seduta di allenamento aperta, dove ovviamente c'erano i giornalisti a seguirlo. Mario in campo non c'era. Aveva la febbre. Non appena si è saputo che Balotelli era uscito dalla camera, tutti i giornalisti sono corsi a cercare lui. Tu capisci? Un'intera Nazionale ad allenarsi e tutte le telecamere ad inseguire Balotelli".

Al 'Guerino' Insigne ha poi raccontato gli inizi della sua carriera da calciatore, a cominciare dal suo approdo nella società partenopea, all'età di 14 anni. "Arrivai al campo con largo anticipo accompagnato dai miei genitori. - ha ricordato - Eravamo tanti ragazzi e subito fecero una selezione per formare la squadra dei Giovanissimi Nazionali. Io non fui scelto. Ci rimasi male, ma a quella bocciatura reagii nell'unico modo che conosco ancora oggi: cominciai a lavorare sodo. Ero sicuro che con l'impegno e la costanza sarei potuto arrivare in alto".

La famiglia è stata molto importante perché Insigne si affermasse nel mondo del calcio: "Mio padre Carmine ha lavorato per una vita in una fabbrica di scarpe. - ha raccontato il talento del Napoli - Mia mamma Patrizia è casalinga e tirare su molti figli non è un'impresa facile. Loro, però, mi hanno insegnato certi valori. Tra questi c'è quello di non mollare mai. Quando passai a giocare nella Primavera capii che c'era bisogno di aiutare a casa. E così andai a lavorare per un periodo nel mercato di Frattamaggiore: mio cugino ha un banco. Sveglia alle sei e spesso mi ritrovavo a dormire prima degli allenamenti".

Da allora Lorenzo ha fatto tanti progressi, sulla scia di un esempio importante, quello di Alessandro Del Piero, il suo modello come calciatore. "Sono cresciuto con Alessandro Del Piero, - ha sottolineato - lo ammiro come calciatore e come uomo, conservo con gelosia la maglia che mi ha fatto avere direttamente lui. Un gesto che non dimenticherò mai".

Ora Insigne è diventato uno dei punti di forza del Napoli di Rafa Benitez, per il quale il talento di Frattamaggiore stravede. "Sai che c'è? - ha detto - Il mister non si incazza mai! Da quando l'ho conosciuto in ritiro non l'ho mai visto nervoso, anche in momenti particolari come all'Olimpico. Preferisce spiegare con calma dove la squadra sbaglia e come si deve fare per riparare".

Insigne deve giocarsi il posto da titolare con il belga Mertens, ma non vede nessun dualismo con il compagno e vive la concorrenza in squadra con serenità. "Io sono Insigne, Dries è uno dei miei compagni. - ha dichiarato - Con lui ho un ottimo rapporto e non lo dico come frase fatta. Io lui e Callejòn possiamo giocare in più ruoli, nessuna rivalità". Quindi sulle difficoltà di Paolo Cannavaro quest'anno: "E' il nostro capitano, e anche se gioca di meno la fascia è sua - ha sostenuto Insigne - Poi se un giorno toccherà a me realizzerò un sogno".

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