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Anche Galliani il tecnico Allegri. Per lui, a partire dalla ripresa del campionato, ci sarà un esame dietro l'altro. Ma ci sono 5 motivi per cui il Diavolo può risalire la china...



Massimiliano Allegri è ormai sempre più solo all'interno dell'universo Milan. Lungi dal rinforzare la sua posizione in panchina alla guida della squadra, come accaduto altre volte in passato, la conferma intascata lunedì dalla società estremizza se possibile ancora di più la sua posizione, visto che anche l'a.d. Adriano Galliani, dopo il presidente Berlusconi, ha deciso di scaricarlo, dopo aver compreso che proseguire un rapporto ormai logoro non è la soluzione migliore per entrambi.

Per ora il patron e il dirigente hanno congelato l'ipotesi Pippo Inzaghi, perché i rischi di 'bruciarlo' sono molto elevati: la sfida europea con il Celtic è così ravvicinata che le incognite sarebbero troppo elevate per un tecnico appena catapultato dalla Primavera alla Prima squadra. Allegri resta quindi comunque in sella, ma da qui in avanti per lui ci sarà un esame dietro l'altro, con l'ipotesi Mangia che di giorno in giorno si fa sempre più forte.

Il primo sarà proprio il 26 novembre, quando è in programma la trasferta di Glasgow che potrebbe risultare decisiva per il passaggio agli ottavi di finale di Champions League. Sempre che la squadra, priva in questi giorni dei molti nazionali, non rimedi una figuraccia sabato nell'amichevole con lo Young Boys. Una situazione molto difficile, quindi, quella del tecnico livornese, che, a conferma della sua solitudine nella società rossonera, sembra aver perso anche completamente il suo ascendente sui giocatori, che ormai non lo seguono più.

Una situazione che appare sicuramente drammatica per il Diavolo, e tuttavia non mancano le ragioni per coltivare la speranza di una risalita in campionato. Secondo la 'Gazzetta dello Sport', ci sarebbero infatti 5 motivi per i quali i rossoneri e lo stesso Allegri possono essere ancora ottimisti, nonostante i miseri 13 punti (l'anno scorso furono 14) raccolti nelle prime 12 giornate di campionato.

Il primo motivo perché Max sia ottimista è il calendario. Alla ripresa dopo la sosta per le Nazionali, infatti, i rossoneri affronteranno il Genoa in casa e Catania e Livorno in trasferta. Sulla carta tre squadre alla portata del Milan, che dovrà dimostrare di aver superato il momento più difficile della sua travagliata stagione. Un paio di successi del resto ridarebbero entusiasmo a tutto l'ambiente, in questo momento giù di corda.

La sosta permetterà inoltre ad Allegri di recuperare gli infortunati per problemi muscolari, ben 13. Così contro i liguri dovrebbero tornare a disposizione, fra gli altri, Bonera e De Sciglio in difesa ed El Shaarawy in attacco, colui che probabilmente è più mancato al Diavolo in questo avvio di stagione, perché giocatore in grado di dare vivacità e imprevedibilità alla manovra rossonera con le sue invenzioni e le sue accelerazioni.

Il ritorno del Faraone fra i disponibili consentirà inoltre al tecnico di riflettere sul modulo che dà maggiori garanzie alla squadra. Il 4-4-1-1 provato di recente non convince, e potrebbe esserci un ritorno a quel 4-3-3 che nella passata stagione fu il trampolino di lancio per la squadra fino al 3° posto in classifica. Questi giorni di pausa del campionato permetteranno poi ad Allegri di lavorare sull'aspetto psicologico. E' innegabile infatti come nell'ultimo periodo la squadra sembri sfiduciata e questo certamente non favorisca la ripresa. Recuperare la serenità nello spogliatoio sarebbe molto importante in questo momento.

A indurre Allegri all'ottimismo c'è infine un dato non secondario: il vero Balotelli finora non si è mai visto, e se SuperMario, che finora ha saltato fra infortuni e squalifiche 5 gare, ritrovasse serenità e fiducia nei propri mezzi, e tornasse quello dello scorso anno, per i rossoneri sarebbe solo manna che piove dal cielo. E' vero dunque che Allegri nel Milan è sempre più un uomo solo e non al comando, ma va altresì detto che la squadra rossonera ha i mezzi per risalire la china e uscire dal momento no.

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