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Callejon si confessa tra passato e presente: "All'inizio lasciare il Real Madrid non è stato facile, Benitez mi ha voluto a Napoli. Il goal al Bologna è stato importantissimo".



L'opaca prova di Torino non ha cancellato quanto di buono fatto da Josè Maria Callejon in questi primi mesi di avventura al Napoli. L'esterno offensivo spagnolo si è 'confessato' tra passato e presente, spaziando dal Real Madrid a Benitez fino ad esaltare Hamsik.

"All’inizio non è stato facile lasciare il Real, è la squadra della mia vita ed uno dei miei desideri era quello di trionfare lì - ha ammesso a 'Futbolista' - ma ho preso questa decisione perché volevo giocare di più ed essere protagonista. Sapevo che con il Napoli avrei potuto farlo. Benitez mi ha voluto fortemente e questo per me è stato importante. Qui mi sento importante e valorizzato e questo è il desiderio di qualsiasi calciatore al mondo. La fiducia che sento la trasferisco sul campo e a quel punto il livello migliora e si cresce".

Sul rapporto tra la città partenopea e il calcio, Callejon ha subito avuto le idee chiare: "Al momento di firmare con il Napoli ero speranzoso e fiducioso. Per i tifosi il Napoli è come una religione, lo si nota giorno dopo giorno quando per strada ti chiedono di vincere tutto. I tifosi azzurri sono molto caldi e passionali e questo ad un calciatore non può che far piacere".

La presenza di altri 'ex blancos' e connazionali, ha agevolato l'ambientamento dell'iberico: "Il rapporto con Pepe Reina, Raul Albiol e Gonzalo Higuain ha favorito il mio inserimento, certo, anche perché stiamo diventando molto importanti all’interno dell’economia di squadra. Il fatto di essere partiti bene e di poter ritrovare calciatori che già si conoscevano ci fa rendere meglio e siamo felici di come stiano andando le cose".

Callejon ha bagnato l'esordio in A col goal al Bologna: "E' stato importantissimo per me: l’ultimo arrivato che segna alla prima giornata di campionato - ha ammesso l'ex pupillo di Mourinho - Una cosa del genere a livello caratteriale ti trasmette una carica enorme".

Sulla stagione: "Sicuramente l’arrivo di calciatori di una certa esperienza è molto importante. La fame di vittorie che abbiamo cerchiamo di trasmetterla agli altri. Siamo abituati a questo e per una squadra che vuole vincere è soltanto uno stimolo in più. Non credo che sarà decisivo quello che accadrà in questo periodo. Fare punti, ovviamente, aiuterebbe, ma non dobbiamo dimenticare che davanti a noi ci sono rivali agguerrite e che devono ancora affrontarsi tra loro. Il campionato è lungo, i risultati di queste settimane non saranno determinanti per la classifica".

"La Serie A è un campionato molto competitivo, è una lega di alto livello - ha aggiunto Callejon - con calciatori che faranno sì che le proprie squadre restino in alto. Noi vogliamo esserci, ma sappiamo che non sarà facile. Tante squadre sono competitive ed il livello è più equilibrato, non è un campionato ristretto a sole due squadre. Penso che per giudicare il campionato italiano bisogna solo giocarci. Si parla di crisi e di un livello più basso, ma per me è stata una scelta giusta perché ci sono tante squadre in lotta che contribuiscono ad aumentare la competizione".

Il Napoli non è stato una 'scoperta' per Callejon, che però ha parole 'speciali' per Hamsik: "Già l’anno scorso seguivo il Napoli, dal momento che, arrivando secondo in Serie A, la sua stagione non passò inosservata. Ho visto tanti speciali sul campionato italiano e mi sono sempre soffermato sugli azzurri. Marek è quello che mi ha sorpreso di più. Lo conoscevo perché sono già diversi anni che gioca qui. Mi ha sorpreso la sua capacità di essere leader, è ambizioso e sa trascinare il gruppo. La sua mentalità fa sì che dia tutto per la squadra, poi con la palla è molto bravo e forse giocare con lui è un lusso".

Infine, lo spagnolo traccia un parallelo tra Benitez e Mou: "Sicuramente sono tra i migliori allenatori al mondo, i loro curriculum parlano da soli. Riescono a trasmettere tanto: Mourinho è un grandissimo motivatore, Benitez invece è un esperto sotto il livello tattico e si concentra molto su questo".

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