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"Abbiamo avuto le occasioni e non le abbiamo sfruttate - dice - ma stiamo facendo un grande lavoro. Nazionale? Ho lasciato a marzo, non penso che Prandelli mi chiamerà".



Il rammarico della Roma, che dopo Torino perde altri 2 punti col Sassuolo, è il rammarico di Morgan De Sanctis, che a prendere goal non era più abituato. Ma il portiere giallorosso ci tiene a far sapere che non sareà certo un pareggio casalingo a spezzare le ali alla capolista.

"Peccato, in noi c'è un grandissimo rammarico - dice il portiere a 'Sky Sport' - perché abbiamo avuto le occasioni per chiudere la partita e non ci siamo riusciti. Merito del Sassuolo e del loro portiere, che ha compiuto delle grandi parate. Nelle ultime due gare abbiamo subìto pochissimo, eppure non abbiamo vinto".

"I 32 punti che abbiamo sono assolutamente meritati e frutto di un grande lavoro dentro e fuori dal campo - dice a 'Sky Sport' - Faremo un bilancio al termine del girone d'andata. La rosa è stata ricostruita molto bene dalla società, e il gruppo non avrà problemi a prendersi le proprie responsabilità se si alzerà l'asticella rispetto al primo obiettivo minimo, ovvero l'entrata in Europa".

Squadra che specula sul vantaggio? "A Torino, a inizio secondo tempo, ho avuto anch'io questa sensazione, di una squadra fosse un po' accomodata. Sensazione cancellata poi quando, dopo il pareggio, abbiamo tentato di riottenere il vantaggio. Oggi non è stato così, abbiamo avuto 3 o 4 occasioni per chiudere la partita e purtroppo le abbiamo fallite".

Sui Mondiali brasiliani: "Ho scelto a marzo di lasciare la Nazionale, perché avevo la necessità di concentrarmi maggiormente sulla mia squadra di club. Con Buffon ci sono altri due portieri bravissimi, Sirigu e Marchetti, per cui credo proprio che una chiamata di Prandelli per i Mondiali non arriverà".

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