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Galliani attende il summit con Berlusconi, poi deciderà il da farsi. Psg, Real e Brasile gli fanno la corte. Ma se dovesse restare al Milan, allora Maldini volerebbe a Parigi.



Adriano Galliani, Silvio e Barbara Berlusconi, Paolo Maldini e lo sceicco Al Thani. Tutti protagonisti principali di una storia che va mano mano, intricandosi. Ma i nodi verranno presto al pettine e i destini di alcuni di questi nome si legheranno fra loro, altri invece si diranno addio, forse per sempre.

Il romanzo di casa Milan si tinge di giallo se non di noir. La futura presidentessa, Lady B, arrivata qualche anno fa in punta di piedi ora cammina a testa alta e i piedi li batte (con tanto di tacco 12) sul lustrissimo pavimento della nuova sede in zona Portello. Sede nuova, vita nuova. Galliani è messo alle strette. Lo storico ad rossonero, in attesa di incontrare nelle prossime ore il patron Silvio, ci buttà lì un "Psg? Mai dire mai".

Ecco aprirsi un mondo. Il Psg, che ha rotto con Leonardo qualche mese fa era infatti alla ricerca di una figura carismatica a cui dare pieni poteri. Dai vertici societari era saltato fuori il nome di Paolo Maldini, guarda caso il prediletto di BB per la sosituzione del 'matusa' Galliani.

Due uomini per due poltrone, ma ci sarà lo stesso da litigare. Tutto dipenderà dagli imminenti sviluppi. Se Silvio dovesse mettere il veto su Galliani per non farlo muovere dal Milan, allora Maldini si renderebbe subito disponibile a volerà a Parigi. Viceversa, se il rapporto dovesse improvvisamente spezzarsi sotto la pressione di Barbara, allora l'ex capitano tornerebbe nel suo amato Milan e Galliani prenderebbe Parigi come opzione.

Opzione appunto, visto che il 69enne dirigente, forse il più apprezzato addetto ai lavori dell'intero mercato europeo, vaglierebbe altre ipotesi. Madrid: c'è l'amico Florentino Perez e l'amicissimo Carlo Ancelotti. Brasile: un paese che ama, che conosce molto bene e che negli anni gli ha creato decine e decine di contatti 'pesanti'. Italia, infine: non certo in un club ma a capo della Lega Calcio. Non è 'Sliding doors' ma poco ci manca...

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