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Il capitano azzurro ha sostituito Britos alla fine del primo tempo di Roma-Napoli: ha prima causato la punizione del goal di Pjanic, poi il rigore. Permanenza sempre più lontana.



Probabilmente, quasi sicuramente, mister Benitez lo avrà pensato. Avevo ragione io. Paolo Cannavaro in panchina con Britos e Albiol titolari nel suo Napoli. Una prassi continua e comunque in questo primo mese e mezzo di campionato.

Fine primo tempo di Roma-Napoli. Problema alla spalla per il titolare di Rafa, Britos. Dentro l'ex capitano, tenuto fuori nonostante l'amore che la città nutre per lui, nonostante il ruolo che ha ricoperto negli ultimi anni.

Entra, Cannavaro. E si tramuta in horror. Stende Gervinho al limite dell'area, ricevendo l'ammonizione immediatamante. Pjanic si incarica della battuta del calcio di punizione, segnando l'1-0 per l'infinita Lupa di Rudi Garcia.

Già con un errore del genere il voto negativo in pagella è assicurato. Eppure c'è qualcosa da aggiungere ad una delle sue serate più negative della sua carriera da calciatore. Rigore su Borriello assegnato da Orsato al minuto 70.

Chi atterra l'ex Genoa? Cannavaro, che riceve il doppio giallo e dunque l'espulsione. Penalty dubbio e ferita al petto di quindici centimetri, tra l'altro, in occasione del contatto in area per il difensore.

Sempre più lontano da Napoli, il difensore potrebbe trovare un ingaggio altrove nel calciomercato di gennaio, magari a casa Milan. Già prima di oggi, per Benitez, non era al centro del suo nuovo Napoli. Figurarsi ora.

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