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"Compagni e mister mi hanno aiutato - dice il centrocampista - Il trasferimento in Italia è arrivato all'improvviso, ma nessun problema: vivevo da solo anche in Croazia...".



Lo scorso anno, a un certo punto della stagione, era uno dei pochi a salvarsi. Quest'anno Mateo Kovacic deve ancora ingranare (solo una partita da titolare), ma l'impressione che il suo momento stia per arrivare è forte. Intanto, alla stampa croata il centrocampista dell'Inter rivela la propria felicità nel vestire il nerazzurro.

"Ho impiegato un po' di tempo per abituarmi qui, ma i miei compagni e l'allenatore mi hanno aiutato - dice al sito Dnevnik - Adesso sta a me continuare a lavorare duro. Con chi parlo più spesso? Con Handanovic e Kuzmanovic, ma ho un buon rapporto con tutti. Ma a impressionarmi è stato Zanetti, corre ancora come un ragazzino".

"Come mi immagino tra 10 anni? Sinceramente non voglio guardare così in là, al momento non ci penso - continua Kovacic - Ad esempio, il passaggio all'Inter è arrivato all'improvviso. Per questo motivo dico che non ci penso. Io spero di diventare un grande calciatore, ma anche avere una famiglia, perché non si vive di solo calcio".

E ancora: "Io già maturo a 19 anni? Io sono sempre stato lo stesso. I miei genitori mi hanno sempre lasciato una certa indipendenza, credendo in me. In Croazia mi hanno fatto vivere da solo proprio per consentirmi di abituarmi. Mentre loro sono tornati assieme alle mie due sorelle in Austria".

Kovacic rivela di staccare con il calcio dopo le partite. "Con i genitori e gli amici ci telefoniamo spesso, ma non ne parliamo. Preferisco riflettere da solo oppure parlarne con l'allenatore, perché si tratta del suo lavoro. E poi non mi piace quando vedo gente che non capisce di calcio intromettersi".

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