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Dubbi su Bologna, Sassuolo e Chievo, oltre a Catania e Sampdoria. Ognuno ha la propria storia, tutte e cinque le squadre in esame non hanno affatto cominciato bene.

Appena un cambio. Un miracolo, nell'era moderna, sopratutto in Italia. A Genoa Gian Piero Gasperini ha sostituito Fabio Liverani, primo a saltare tra gli allenatori di Serie A. Da dieci anni i presidenti non erano così calmi (Zamparini in B, del resto...).

Qualcuno, comunque, scricchiola, visto il posizionamento dopo sette giornate. Come il Bologna, il Sassuolo e il Chievo, oltre a Catania e Sampdoria. Ognuno ha la propria storia, tutte e cinque le squadre in esame non hanno affatto cominciato bene.

Sarà probabilmente decisiva la sfida dell'ottavo turno tra Bologna e Sassuolo, il derby d'Emilia-Romagna: chi perderà dovrà salutare la comitivia dei tecnici della massima serie, del resto Pioli ha ottenuto tre soli punti, mentre il collega Di Francesco appena due.

Su entrambi aleggia l'ombra di Mimmo Di Carlo, pronto a ripartire dopo l'esonero dello scorso. Allenava il Chievo, ora nelle mani di Sannino.

Forse l'ex Palermo appare quello più saldo, visto e considerando i k.o contro la Juventus e Napoli che pesano sulla classifica. Campedelli è sicuro di poter rivedere i gialloblù in alto con squadre alla portata degli scaligeri. Come il Genoa, nel prossimo turno.

Dopo una stagione record il Catania non si sta confermando, forse anche a causa delle cessioni illustri: Maran deve ritrovare la quadratura del cerchio, difficilmente verrà cacciato se dovesse andare k.o contro il Cagliari. La gara successiva, contro il Sassuolo, però potrebbe essere decisiva: a quel punto Pulvirenti penserà seriamente ad un cambio di rotta.

Infine la Sampdoria di Delio Rossi: tre punti in sette gare sono minimi rispetto alle ambizioni blucerchiate. Una disfatta nel prossimo turno potrebbe far esplodere il vulcano dormiente Garrone.

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