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L'ex portiere ancora non si spiega l'arrivo di Peruzzi al suo posto: "Non c'era ragione da un punto di vista tecnico di prenderlo, in più costava. Rimase basito anche Moratti...".



Per molti anni è stato una colonna dell'Inter, proteggendogli la porta per ben cinque anni. Gianluca Pagliuca ricorda perfettamente le stagioni passate con la maglia nerazzurra: "L'esperienza all'Inter? Bellissima, esclusi gli ultimi mesi - le sue parole rilasciate al 'Guerin Sportivo' -".

"Ho vinto una Coppa Uefa e avuto un rendimento altissimo, ritrovando la Nazionale e sfiorando uno scudetto che evidentemente non dovevamo vincere. Quello che è successo durante Juve-Inter del 1998 non posso cancellarlo, al punto che fatico a capire chi tra i protagonisti di quella sfida ancora sostiene che l’intervento di Iuliano su Ronaldo non fosse da rigore".

Così come fatica a digerire le decisioni prese con l'arrivo di Marcello Lippi: "Ero furibondo come tutti i miei compagni. Offesi Lippi e lui se la legò al dito. Alla fine della stagione 1998/99 era certo che sarebbe stato il nuovo tecnico e chiamò tutti tranne me, Bergomi e Simeone".

"L’aria divenne più pesante quando uscì la notizia che Peruzzi sarebbe stato il nuovo portiere dell’Inter. Non c’era ragione da un punto di vista tecnico di prenderlo, in più costava un sacco di soldi. Ricordo che Moratti non si capacitava di quella spesa, era imbarazzato come lo stesso Facchetti".

Le ultime considerazioni sono per Taribo West e Ronaldo: "Taribo Mi prendeva in giro perché diceva che ero più vecchio di lui, ora si dice sia nato nel 1962. Come la mettiamo? È stato mio compagno di camera e non mi faceva dormire, sempre a far casino e a telefonare a tutte le ore. Non era cattivo, ma rispetto zero".

"Ronnie era il fenomeno del calcio mondiale, non ho mai visto nessuno forte come lui. Fisicamente era disumano, ma in allenamento non s’impegnava, andava a due all’ora. Simoni glielo diceva senza però ottenere molto".

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