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ANALISI - Si è finora esaltata molto l'Inter di Mazzarri, ma c'è un dato importante: nella scorsa stagione, a questo punto del campionato, Stramaccioni aveva un punto in più.



Ad ottobre arriva la prima sconfitta per l'Inter della nuova gestione Mazzarri, che fa emergere di botto tutti i difetti della squadra mascherati da un immotivato entusiasmo per l’inizio di stagione. Che il tecnico ex-Napoli abbia fatto un grande lavoro non si può discutere, ma la strada per la risalita è lunga. E non può certo dipendere solo da lui. Se così si facesse, si ricadrebbe nel classico errore della gestione Moratti caratterizzata dai continui cambi alla guida tecnica.

La stagione dell’Inter finora è stata troppo sopravvalutata. I nerazzurri hanno esordito in Coppa Italia battendo il modestissimo Cittadella, poi in campionato si sono facilmente sbarazzati di Genoa, Catania e Sassuolo. Non certo delle corazzate, tutte squadre che occupano posizioni dalla 15ª in giù. Il pareggio con la Juventus è stato accolto con eccessivo entusiasmo e i risultati successivi dei bianconeri lo dimostrano, mentre per quanto riguarda la vittoria sulla Fiorentina ci si dimentica delle pesantissime assenze fra i viola di Cuadrado, Gomez e Pizarro. Poi pareggio con il Cagliari e clamorosa sconfitta con la squadra più in salute della Serie A, la Roma di Garcia. In 7 giornate sono stati raccolti 14 punti con 16 goal fatti (7 con il Sassuolo) e 6 subiti.

La scorsa stagione con Stramaccioni i punti raccolti nelle stesse giornate erano stati 15, con 11 reti messe a segno e sempre 6 incassate. Subito dopo la pausa ci fu quella cavalcata trionfale culminata con il successo allo Juventus Stadium. E non si sottovaluti il fatto che erano state giocate anche diverse gare di Europa League.

Questi numeri dovrebbero far riflettere. Non si vuole certo sminuire la guida tecnica di Mazzarri, ma è il caso di porsi qualche interrogativo. La squadra senza dubbio ha messo in mostra un maggior equilibrio e delle idee tattiche più precise rispetto alla passata stagione, dove si notava sempre una discreta confusione in campo. Asserire però che la squadra di Mazzarri abbia un gioco è troppo. Nel momento in cui si è dovuta trovare a fare la partita, l’Inter è andata in crisi riuscendo a creare ben poco: il secondo tempo con la Roma, in cui si sarebbe dovuto provare a recuperare, ne è l’emblema.

DUE INTER A CONFRONTO
2012/13 - CON STRAMA
2013/2014 - CON MAZZARRI
Pescara-Inter 0-3
Inter-Roma 1-3
Torino-Inter 0-2
Inter-Siena 0-2
Chievo-Inter 0-2
Inter-Fiorentina 2-1
Milan-Inter 0-1
Inter-Genoa 2-0
Catania-Inter 0-3
Inter-Juventus 1-1
Sassuolo-Inter 0-7
Inter-Fiorentina 2-1
Cagliari-Inter 1-1
Inter-Roma 0-3

Questa situazione è sicuramente dovuta a una campagna acquisti molto deficitaria, senza grandi nomi e con poche certezze. La qualità media della rosa è di livello scadente e l’unico giocatore che eccelle nella tecnica (Kovacic) non è certo ai primi posti nelle gerarchie di Mazzarri. Il centrocampo con Cambiasso, Taider e Guarin è utile nell’avvio delle ripartenze, inguardabile quando si tratta di dover costruire l’azione.

Capitolo difesa: fino ad un paio di settimane fa si diceva che la retroguardia fosse stata sistemata. Sono bastate due gare senza Campagnaro perché si sprofondasse nuovamente. Gervinho e Totti, sabato sera, hanno fatto veramente ciò che hanno voluto. Possibile che l’assenza dell’argentino pesi così tanto?

In attacco restano ancora dei dubbi. Se Palacio è giustamente imprescindibile ed inamovibile, può essere Alavarez la sua spalla? Fin qui il numero 11 ha giocato un discreto avvio di stagione, ma quando Milito sarà finalmente ristabilito, quale sarà il suo destino? A tutto questo resta da aggiungere il curioso (e carissimo) acquisto di Belfodil, di cui Mazzarri avrebbe fatto volentieri a meno. Allo stesso Icardi finora non è stato concesso tantissimo spazio.

Il rischio che ora aleggia dalle parti di Appiano Gentile è che non appena ci si trovi ad affrontare una partita con gli stessi giocatori dello scorso anno, inevitabilmente si ricada negli antichi errori. E allora si va inevitabilmente a pensare ad una campagna acquisti che ancora una volta ha portato molto poco con esborsi eccessivi. Non sarebbe stato più utile convogliare i soldi di Belfodil su Benatia? Perché Taider (6 milioni per la metà) e non Callejon (9 milioni di euro)? Mario Gomez era tanto più caro di Icardi?

In queste due settimane Mazzarri dovrà lavorare parecchio e cercare di continuare sulla corretta strada intrapresa da inizio anno. Pochi proclami (lo Scudetto è una presa in giro) e tanto lavoro. Non cada nell’errore fatto da alcuni predecessori di affidarsi troppo alla vecchia guardia, una volta recuperati Milito e Zanetti: le conseguenze sono note, sarebbe fatale. Senza un mercato pesante a gennaio il terzo posto sarà quasi impossibile da agguantare, vista l’agguerritissima concorrenza. Bisognerà sfruttare l’assenza delle coppe e giocare partita per partita senza pensare al futuro. Anche un quarto posto, partendo da un nono, sarebbe un successo.

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