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Non era il pur bravo Matri l'uomo che serviva a questa squadra per compiere il salto di qualità. Difesa e centrocampo andavano ritoccati, inutile prendersela col tecnico.



Abbiamo espresso più volte dubbi, e in tempi non sospetti, sull’efficacia della campagna acquisti del Milan. Eravamo tra quelli che si chiedevano se fosse veramente opportuno spendere 10 milioni di euro, gli ultimi in cassa, per prelevare Matri dalla Juve e sostanzialmente farle un favore, economico e tecnico, vista l’abbondanza di punte nella rosa bianconera e l’esigenza di cederne almeno una.

L'acquisto di Matri è l'unico errore ascrivibile al tecnico
Al di là delle valutazioni economico-sportive, la nostra era proprio una considerazione di merito: in un reparto che già strabordava per numero di attaccanti, comunque la si guardi di discreta qualità, Matri non ci sembrava l’elemento in grado di garantire al Milan il salto di qualità. Intendiamoci: nulla contro il professionista, ma nemmeno contro il giocatore, che apprezziamo per abnegazione, volontà e riteniamo abbia anche buone qualità (forse non quelle necessarie ai rossoneri, ma sicuramente buona), ma anche numericamente l’equazione di Allegri – ho fuori Pazzini, mettiamo dentro Matri – sarebbe dovuta venire dopo un’attenta valutazione complessiva della rosa.

Se in attacco c’era una lacuna da colmare, a centrocampo e soprattutto in difesa c’era il rischio che si aprissero baratri senza fine. E l’inizio di campionato lo ha confermato. Piuttosto che intestardirsi nella ricerca di una punta, insomma, forse era meglio pensare di rattoppare alla bell’e meglio la difesa che, a naso, dava già la sensazione di non essere particolarmente impermeabile. A centrocampo, poi, il deficit qualitativo sembrava evidente.

Eppure nei corridoi di Milanello si respirava un’aria di ottimismo: “Siamo convinti di essere già a posto dietro e anche in mezzo” - si sentiva ripetere come un mantra - “E il tempo dimostrerà che abbiamo ragione”. Forse è ancora presto per emettere sentenze definitive, ma quella di primo grado ha già l’aria di essere inappellabile...

Con 10 milioni, qualche anno fa, in difesa arrivò Thiago Silva
Certo, poi bisogna mettere in conto infortuni, squalifiche, Balotellate e Mexessate, che per definizione non sono prevedibili, ma queste considerazioni vanno oltre e valgono anche per la rosa al completo. Con chi avrebbe giocato il Milan davanti a Torino se non avesse avuto Matri? Mah, anche con Niang eventualmente, l’importante è che dietro ci fosse una squadra in grado di dargli sicurezza. E chi si comprava con 10 milioni? Non erano certamente tanti, ma almeno ci si poteva provare a trovare qualcuno che risolvesse problemi più di quanto non abbia fatto Matri. D’altronde, ai tempi Thiago Silva fu acquistato per 10 milioni di dollari e la Roma l’anno scorso Marquinhos lo ha pagato molto meno...

Ad essere sinceri, però, questa discutibile operazione di mercato ci sembra essere l’unico errore ascrivibile ad Allegri, sempre che sia lui il vero sponsor dell’iniziativa. Non che qualche sbavatura non l’abbia commessa in questo brutto inizio di stagione, ma nel complesso – valutando le risorse a disposizione – non ci aspettavamo molto di più. Anzi, si trattava di un “fallimento” piuttosto annunciato.

Un fallimento “temporaneo” s’intende, cioè lo scotto inevitabilmente da pagare perché l’allenatore riuscisse a trovare il bandolo di una matassa complessa e per di più incompleta. Infortuni e squalifiche ci hanno pure messo il carico e il mister rossonero s’è trovato spalle al muro. Esonerarlo ora, però, avrebbe soltanto il sapore del sacrificio del capro espiatorio.

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