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Il patron biancoceleste ha risposto alle critiche dei tifos: "La società è mia e la gestisco come voglio". E sulla Roma poca convinzione: "Non so se reggeranno fino alla fine".



Ha portato la Lazio a diverse vittorie, ma non è stato mai amanto dalla maggior parte dei tifosi. Ci tiene a rispondere ad ogni singola accusa, elogiando la sua formazione e la sua società, acquistata nel 2004. Questo è Claudio Lotito.

Il presidente biancoceleste ha sposato l'Aquila, in un modo o nell'altro ci rimarrà sempre affianco: "Non ho mai pensato neppure di venderla, e mai la venderò. Sono un combattente, non un reduce, e vado avanti senza problemi. Il sogno è quello di lasciarla, un giorno, a mio figlio".

Eppure i problemi ci sono, come l'ennesima squalifica inflitta dalla UEFA: "Uno scandalo, così non si può andare avanti. Paghiamo per colpa di pochi e non è giusto. Anche quest’anno ci hanno messo nel mirino, farempo ricorso anche questa volta".

Critiche ed insulti? Lotito se ne frega: "La gente deve capire che la società è mia, non di tutti, perciò la gestisco come meglio credo. Non esiste il tifoso come professione, solo il patrimonio storico è di tutti. Sono avanti di cinque-dieci anni. Adesso in Lega l’hanno capito e mi ascoltano in silenzio".

Impossibile non parlare di Roma, seppur marginalmente: "Non so in che posizione arriveremo, siamo dietro i grandi club. Juventus, Inter, Napoli, Milan, che hanno organici superiori. La Roma? Non so reggono...".

Fiducia sui nuovi acquisti:  "Vinicius diventerà il nuovo Kolarov, gli altri campioni nel giro di un anno. Nella passata stagione molti si lamentavano perché la squadra era vecchia e perché mancavano le alternative. Ho ringiovanito la rosa e acquistato sostituti all’altezza, però la gente è comunque scontenta".

Floccari, Klose, Perea. Non Yilmaz, saltato: "Meglio, perché avrebbe creato problemi nello spogliatoio. Ma l’acquisto è saltato per un tentativo di estorsione da parte del procuratore, che pretendeva una cifra fuori dal mondo. Io continuo a credere nei nostri attaccanti: visto Floccari".

A 'Il Messaggero' arriva anche l'ennesimo capitolo della questione Zarate, che nell'esclusiva di Goal Argentina, aveva attaccato l'ex presidente: "E' il calciatore che mi ha maggiormente deluso, l’investimento più caro, pagat. Ventidue milioni».

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