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L'attaccante avrebbe 'minacciato' l'arbitro livornese guadagnandosi l'espulsione, ecco perchè il club rossonero ha deciso di non fare ricorso e lo sanzionerà con 240mila euro.



Una vera e propria crisi di nervi che gli costerà Juventus e anche denaro, quella che ha colpito Mario Balotelli al termine di Milan-Napoli. L'attaccante sarebbe stato cacciato dall'arbitro Banti per delle minacce rivolte al direttore di gara, tanto che il club rossonero, come noto, non solo eviterà di presentare ricorso ma multerà anche il proprio calciatore.

Adriano Galliani, dopo aver ottenuto il referto in seguito al ricorso effettuato inizialmente, ha avuto un confronto col legale della società Leandro Cantamessa sulla scorta dell'analisi arbitrale, nella quale è stato riportato come SuperMario avesse rivolto al 'fischietto' livornese un "Ti ammazzo, te la faccio pagare".

Da qui la decisione di non 'opporsi' alla decisione del giudice sportivo di squalificarlo per tre giornate e non procedere con il ricorso. Alla luce di quanto venuto a galla, infatti, tale mossa avrebbe rischiato anche di veder allungato lo stop di Balotelli in secondo grado e invece il Milan intende lanciare un monito al ragazzo e un segnale distensivo alla classe arbitrale.

Non solo, visto che il bomber rossonero dovrà anche pagare di tasca propria l'ennesima 'balotellata' commessa alla luce di una sanzione da 240mila euro totali comminatagli dal club di via Turati (ovvero 80mila euro per ogni giornata di squalifica ricevuta).

Su Balotelli e su come al Milan hanno vissuto la sua ultima ingenuità, è stato chiarissimo lo stesso Allegri in conferenza stampa, con toni molto decisi: "Balotelli ha sbagliato ed è per questo che non faremo ricorso. Ha penalizzato tutti, squadra, società e tifosi. Gli arbitri devono però tutelare Mario, ma lui deve capire che per diventare un campione serve un altro atteggiamento".

Una situazione che assume i contorni di un vero e proprio 'leit-motiv' quella relativa a Balotelli, il cui processo di maturazione sarà analizzato da Galliani assieme al suo procuratore Mino Raiola.

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