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Conte torna sul caso Pirlo e conferma il turnover in vista del Chievo: "Continueremo a fare rotazioni, in questa fase è necessario".



Dopo la vittoria in rimonta contro il Verona la Juventus si prepara ad affrontare la seconda squadra scaligera, il Chievo. In conferenza stampa il tecnico Antonio Conte ha fatto capire che si affiderà al turnover in previsione del prossima giornata di Serie A e del match di Champions League.

"Ieri abbiamo fatto scarico, mentre oggi prepareremo il match di domani - ha esordito così l'allenatore -. Servirà attenzione. Le rotazioni? Continueranno anche domani in maniera decisa. Domani affronteremo la quarta partita di questo tour de force. E' normale che dovremo fare delle rotazioni per permettere ai ragazzi di allenarsi. Siamo a metà delle sette partite, domani c'è la quarta, e dopo ci sarà il derby col Torino, il Galatasaray ed il Milan. E' inevitabile che dobbiamo continuare a fare delle rotazioni, cercando di allenare chi viene fermato da queste rotazioni, perchè, come dico sempre, bisogna unire l'allenamento alla partita".

Le scelte su quali giocatori far affidamento non è causale: "Si cerca sempre di fare un turnover programmato, si cerca comunque sempre di dare un assetto abbastanza equilibrato e stabile alla squadra. Diciamo che se ci fossero stati Caceres e Marchisio a tempo pieno, magari ci sarebbe stato più turnover. Però, comunque, qualsiasi scelta che viene fatta, viene fatta a seconda delle esigenze, delle valutazioni psico-fisiche  poi si sceglie, si fa questa valutazione. Non è facile perchè comunque sono partite così consecutive che bisogna correre dei rischi. E quindi è giusto correrli, perchè le risposte sono sempre state positive da chi è stato chiamato a sostituire i presunti titolari".

Ciò che preoccupa un po' Conte è l'atteggiamento difensivo che le avversarie mostrano contro la sua squadra: "Effettivamente capita spesso che comunque chi affronta la Juventus cambi un po' il proprio modo di giocare, cambi un po' il proprio modulo, faccia più la partita su di noi. Questo l'abbiamo notato, sicuramente non è semplice erchè ti trovi sempre ad affrontare squadre che fanno la partita su di te e delle volte ti trovi marcati a uomo otto giocatori, come è successo con il Verona, in cui la liberà l'avevano data solo a Barzagli e a Ogbonna".

"Le mezzali erano marcate a uomo, gli esterni marcati a uomo, gli attaccanti marcati a uomo, Pirlo marcato a uomo e Bonucci marcato a uomo. Non è semplice fare calcio in questa maniera, anche se siamo riusciti tantissime volte ad arrivare a fare gol. Però quando di ritrovi tanti uomini marcati, mi potete dire tantissime cose, che bisogna inventare tante cose, ma se poi alla fine su dieci uomini te ne marcano otto, a uomo, è inevitabile che si possano incontrare delle difficoltà. Noi per adesso siamo stati molto bravi ad ovviare a questo. L'unica cosa che mi lascia un pochettino così è che siamo alla quarta-quinta giornata di campionato, dove magari tutti quanti potrebbero giocarsi la partita, senza la necessità impellente di punti".

Contro il Verona tutti i nostri erano
marcati a uomo, non è facile vincere così.
La cosa mi lascia perplesso, alla quinta
giornata si potrebbe giocare di più...

Quindi ecco le considerazioni sulle formazioni in campo: "Il Chievo proporrà una difesa a cinque, faranno un 5-3-1-1. Sì, però, non è una critica nei confronti di nessuno, è una constatazione. Magari quando scrivete tenete conto di questo, perchè se poi non si riesce a fare goal è merito anche della grandissima tattica degli avversari, e noi ormai siamo prevedibili. Ma diventa difficile non essere prevedibili se ti marcano otto uomini, a uomo. La notizia che vi posso dare è che domani torna Buffon in porta".

Il discorso torna nuovamente sulle rotazioni: "L'anno scorso il turnover riguardava non tanto la Champions bensì la Coppa Italia. Abbiamo cambiato anche otto-nove giocatore perchè comunque diventa una necessità impellente fare questo tipo di discorso. Quando parliamo di rotazione scientifica, mirata, dovrebbe essere possibilmente  cercare di non superare al massimo i quattro-cinque cambi, perchè alla fine devi cercare di mantenere sempre un assetto molto equilibrato, molto stabile, su quello che facciamo soprattutto se hai un'idea di gioco".

Per lo Scudetto la Juventus resta sempre favorita anche se... "Sinceramente, in cuor mio, non mi aspettavo di avere delle risposte così forti, subito, da InterNapoli, Roma, Fiorentina. E' la testimonianza che quando parlo, non parlo per mettere le mani avanti, ma perchè faccio delle constatazioni, delle disamine abbastanza tecniche. Tra queste disamine tecniche, c'è anche il fatto che chi gioca contro di noi, gioca sempre la partita della vita e gioca cambiando modo di giocare, e gioca per non farci giocare. E questo sarà anche un ulteriore ostacolo sulla via dell Scudetto per noi. A differenza di quello che fanno con le altre squadre, perchè magari con le altre squadre la partita la giochi. Questo mi fa ridire che sarà molto, molto, molto, molto difficile quest'anno riconfermarsi in Italia. Ma molto eh, molto difficile".

Impossibile non spendere qualche parola sul 'caso' Pirlo: "Questi casi sono sollevati da voi, non certo da me. Nel senso che la stessa successe per Quagliarella che poi è rimasto, ha giocato ed ha fatto goal. Sono molto contento di quello che sta facendo. Llorente l'ho fatto giocare quando ho iniziato a pensare che poteva essere utile alla squadra e a se stesso, ed ha fatto goal. E di questo sono molto contento".

Conte spiega cosa accadrà se dovesse ripetersi: "Con Andrea non c'è stato nessun chiarimento, perchè prima non c'era stato bisogno di mettere una regola. D'ora in avanti la regola c'è ed esiste per tutti: quella che quando un giocatore esce fuori dal campo, a meno che non esca in barella o con qualche gamba rotta e deve andare nello spogliatoio a curarsi con il medico, deve andare e deve guardare la partita insieme ai compagni. Non dovesse essere rispettata questa regola, c'è una forte multa da parte della società ed un mese di fuori rosa".

Da Pirlo si passa a Sebastian Giovinco: "Tra un po' mi diventa un caso Giovinco che è il mio cocco, il mio preferito. Quindi... Seba sta bene, sta facendo bene, quando è entrato ha fatto molto bene, sia con il Copenaghen, anche se qualcuno l'ha vista in maniera diversa, ma purtroppo la formazione la faccio io e non altri. Ha fatto bene contro il Verona. Arriverà la sua chance, che potrebbe essere domani, potrebbe essere domenica, in Champions, con il Milan, magari dopo la sosta, quindi quando mi accorgerò e quando capirò che Giovinco può essere importante dal primo minuto e non a partita in corso, lo farò giocare. Ripeto, Giovinco è un calciatore molto forte e difficilmente quando io faccio un'analisi tecnica la sbaglio, perchè unisce qualità a velocità. Non piace a tanti, ma a me piace tanto, anche se non lo sto facendo giocare tantissimo. Fa parte dei cinque attaccanti e come gli altri verrà preso in considerazione nel momento in cui lo riterrò opportuno".

Giovinco è un calciatore molto forte, e difficilmente quando faccio un'analisi tecnica su un giocatore la sbaglio. Non piace a tanti, ma a me piace tanto...

In questo momento, però, tutti gli occhi sono per Carlos Tevez: "Sta facendo molto bene ma questa è una Juventus che viene da due Scudetti vinti, uno da imbattuti ed un altro da protagonisti in cui Carlos non c'era. Quindi non togliamo meriti a giocatori che c'erano già l'anno scorso, perchè sono stati determinanti, hanno influito sulle vittorie. E' inevitabile che oggi, l'arrivo di Carlos, sicuramente, ci ha portato un qualcosa in più a livello di spessore, a livello di campione, a livello caratteriale. Io sono molto contento di questo, però, ribadisco, non dimentichiamo che nei due anni precedenti la Juve ha vinto senza Carlos. Carlos è un giocatore inserito in un'idea di gioco e quest'idea di gioco sta esaltando le qualità di Carlos. E lui con le sue qualità un'idea di gioco. Quindi è un dare-avere in maniera molto serena, molto tranquilla. Non siamo mai stati dipendenti da nessuno, e non lo saremo mai, non è il mio calcio".

Contro il Chievo urge un cambio di tendenza: "Per tre volte consecutive siamo andati sotto. E mi auguro che questo non diventi un'abitudine. Gli ultimi due goal li abbiamo presi da calcio da fermo e su questo dovremo stare molto più attenti e migliorare, anche perchè non bisogna aspettare di prendere un cazzotto per darne poi due agli avversari. Perchè col Verona ci è riuscito, mentre a Copenaghen non c'è riuscito. Quindi bisognerà fare grande attenzione e cercare di fare della nostra difesa la nostra arma migliore".

C'è un altro dato che fa riflettere: "Contro la Lazio, sia in Supercoppa che in campionato, le conclusioni in porta sono state veramente poche. Siamo stati veramente capaci di sfruttare le situazioni. Ecco perchè ho parlato di risultato ampio, di risultato bugiardo in quelle due situazioni. Solo che fai quattro goal e sembra che la Juve sia stratosferica, invece la Juve, in quei frangenti contro la Lazio, da un punto di vista offensivo, a me non aveva per niente soddisfatto. Quindi vedete la differenza che il risultato porta affare nelle considerazioni sulla partita. Preferisco di più quello che è successo con il Copenaghen e con il  Verona, quando la squadra è riuscita a tirare 52 volte in porta. Anche se poi è riuscita a fare solamente la bellezza di tre reti, perchè significa che hai creato, si è andati tanto alla conclusione: un po' per sfortuna, un po' per imprecisione, un po' per bravura del portiere non si è riusciti a capitalizzare quella mole di gioco. Però la mole di gioco resta ed è importante che ci sia". 

Sulla squalifica di Mario Balotelli, Conte preferisce glissare: "Prima del Milan abbiamo il Chievo. Sarà una partita dura e difficilissima e so che la stanno preparando con grande attenzione, con grande cattiveria agonistica, con grande attenzione tattica, fisica, quindi sarà molto dura. Poi ci sarà il derby, poi il Galatasaray e poi ci sarà il Milan. Quindi i rossoneri in questo momento non sono proprio tra i miei pensieri. Così come Balotelli. E' un calciatore del Milan ed è giusto che parlino gli addetti ai lavori del Milan. Io parlo dei miei, se mi viene fatta qualche domanda sui miei calciatori".

Discorso diverso per i tifosi: "Io penso che bisogna dare un segnale e l'ho detto prima, quando in primis parlai anche dei media, di non dare spazio a dei deficenti che usano degli striscioni per fare violenza, o dei deficienti che usano dei cori per insultare le persone o il colore della pelle. E penso che tutto sommato da allora siamo migliorati. Così come penso che la mano dura sia la mano migliore per tutti, perchè chiudi la prima, chiudi la seconda, chiudi la terza, alla fine qualcuno si stancherà e inizierà a pensare al calcio e non a venire allo stadio per insultare le persone o per offendere. Sarebbe più bello che pensassimo tutti al calcio giocato e poco alla violenza e ai contorni".

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