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ESCLUSIVA - Conte è concentrato sugli obiettivi stagionali, ma c'è in ballo anche il rinnovo del contratto. L'unità d'intenti col club è massima, però il tecnico vuole salire...



Conte e la Juventus. Una fantastica storia d’amore nata nel 1991, anno in cui Madama mette le mani su un giovane talento leccese versando 7 miliardi nelle casse salentine. Tante battaglie con la casacca bianconera, per la precisione 419 puntellate da 43 goal, bottino che si commenta da solo e che testimonia come il pugliese abbia unito il suo nome alla leggenda.

In veste di allenatore le cose non cambiano. La gavetta in quel di Arezzo, Bari, Bergamo, Siena e poi, nel maggio del 2011, il grande ritorno alla corte di Madama. Primo piatto scudetto, secondo all’insegna del tricolore con contorno di Supercoppa italiana, bissata recentemente. Il menù è per palati fini, d’altronde con un chef di questo tipo non potrebbe essere altrimenti, così come il ristorante è dei più lussuosi, perlomeno in Italia. Non è ancora tempo del dolce, per mettere le mani sulla 'coppa dalle grandi orecchie', così conosciuta da Pavel Nedved, servono tempo e nutrite risorse economiche, messaggio recepito dal condottiero.

In corso Galileo Ferraris, tuttavia, vige la massima programmazione. L’immenso Giampiero Boniperti, Presidente Onorario zebrato, con una significativa frase ha sintetizzato un marchio aziendale: "Vincere non è importante: è l’unica cosa che conta". Ogni singolo dipendente juventino vive la propria quotidianità attraverso questo concetto. Altro non esiste. Il mister di successi se ne intende e sempre se ne intenderà. E’ un vincente a tutto tondo, grande stratega sul campo, abile comunicatore fuori. Doti rare di questo tempi. Insomma, tante essenze racchiuse in un unico punto di riferimento. D’altronde, si sa, per lui la Juventus è tutto. Tesi confermata dai suoi stessi familiari.

Il resto è storia, l’attualità è splendida, Antonio da Lecce ha saputo amalgamare nel migliori dei modi una corazzata capace di dominare in lungo e in largo in Italia. Ma i perfezionisti, ed è risaputo, non si accontentano mai, anzi, si pongono costantemente nuovi obiettivi, alle volte complessi da raggiungere. E Conte il suo ce l’ha ben chiaro, vuole primeggiare anche in Champions League, manifestazione fondamentale per poter entrare nell’Olimpo degli allenatori.

In passato si è parlato di un possibile rinnovo contrattuale. Non c’è fretta. Il rapporto lavorativo andrà in scadenza nel giugno 2015, ma le parti hanno affrontato il tema e, in maniera non del tutto sorprendente, potrebbero svilupparsi presto novità. La questione non è monetaria, bensì tecnica. L’intenzione comune consiste nell’alimentare un importante percorso di crescita. In quale maniera? Innanzitutto pensando al presente, cercando il tris in Italia e puntando ad ottenere la decima Coppa Italia.

Parallelamente, ovviamente, bisognerà portare avanti il discorso europeo. Qui le incognite sono molteplici, esiste un gap da colmare a suon di investimenti mirati e, solamente attuando le giuste mosse, si potrà pensare di impensierire realmente il Bayern Monaco di turno. Discorso progettuale, quindi, ma che non distoglie minimamente la concentrazione da questa annata calcistica. Sotto la Mole hanno le idee chiare, l’unità di intenti è totale; con tanti saluti alle malelingue.

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