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La squadra campana, in virtù di un'ottima partenza, guida al momento la classifica. Lo spagnolo si è subito ambientato: "Napoli è diversa da Madrid ma mi sto abituando".



L'impatto di José Maria Callejon con il calcio italiano è stato devastante. Lo spagnolo ha bruciato i tempi di ambiamento e si è rivelato subito decisivo per il Napoli di Rafa Benitez, con delle ottime prestazioni condite da 3 goal in altrettante partite in Serie A.

Il centrocampista offensivo ha parlato della sua nuova esperienza in un'intervista rilasciata al portale 'ABC.es'. "All’inizio è stato complicato, - ha raccontato lo spagnolo - lasci una città meravigliosa e la migliore squadra del mondo per una nuova esperienza fuori dal tuo paese. Napoli è una città di costa, con molto traffico e piccola, dove quasi tutti si conoscono, non ha nulla a che vedere con Madrid. Dopo tre mesi però mi sono abituato a vivere qui, alla squadra ed ai miei compagni: oltretutto ho la fortuna di avere al mio fianco la mia compagna con sua figlia e questo mi sta aiutando molto".

Il giovane spagnolo non nega comunque di provare un po' di nostalgia, mitigata tuttavia dall'affetto dei suoi nuovi tifosi: "Mi manca la famiglia, i miei amici e Motril. - ha ammesso - Soprattutto sento la nostalgia di mio fratello Juanmi che adesso gioca in Bolivia. Devo dire però che con il calore dei tifosi napoletani la distanza si fa più corta. Qui il calcio è religione. Non smettono mai di fermarti in strada per chiederti foto ed autografi, per abbracciarti ed incoraggiarti. Questo è un plus per un calciatore che gioca a Napoli".

L'ex giocatore del Real ha poi fissato dei traguardi importanti per questa stagione: "L'obiettivo del Napoli è vincere il campionato. - ha affermato - E’ chiaro che la Juventus è la squadra da battere, sono i campioni. Ma lavoreremo per render loro dura la vita e provare ad arrivare a fine stagione con qualche possibilità per prenderci il titolo".

Secondo Callejon, la squadra partenopea ha tutti i mezzi per poter arrivare fino in fondo dopo una partenza lampo. "Dopo lo scudetto vinto da Maradona nel 1990 non eravamo mai stati primi in Serie A. - ha ricordato il giocatore del Napoli - Siamo un po’ sorpresi perché in Italia ci sono ottime squadre, ma il Napoli è da anni che lavora bene ed anche se il primo posto sia effimero ci aiuta e tiene alto il morale".

Il giocatore spagnolo ha quindi spiegato perché ha scelto il 7 come numero di maglia: "Il 21, che avevo al Real, era occupato. Visto che Cavani aveva lasciato libero il 7 è stato un privilegio: è il numero di una leggenda del Real Madrid e di uno dei miei idoli, Raùl".

E sull'exploit contro il Borussia Dortmund ha affermato: "Siamo nel gruppo più difficile e la qualificazione sarà dura. Per noi sarà fondamentale vincere tutte al San Paolo, la vittoria contro il Borussia è stata fantastica, ma è solo un piccolo passo".

Infine qualche spiegazione sul perché in estate a deciso di lasciare il Real Madrid e la Spagna: "Nonostante giocassi qualche minuto non lo facevo con costanza, - ha sottolineato - la decisione comunque è stata dura. Ma è un salto in avanti per la mia carriera, anche se ho dovuto lasciare il club della mia vita, che sempre porterò nel cuore. Il mio amore per il calcio ha superato quello per il Real Madrid".

"Poi - ha concluso il centrocampista spagnolo - Rafa mi ha chiamato varie volte, descrivendomi un progetto nuovo ma in un club che da anni si comportava egregiamente. Mi ha trasmesso fiducia e mi ha fatto capire che avrei avuto i minuti che stavo cercando. Avevo tante offerte, forse non avrei voluto lasciare la Spagna ma al momento posso dire di non essermi sbagliato".

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