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ESCLUSIVA - Il tecnico toscano torna in discussione a poche settimane dal crocevia con il Psv. Galliani stima e tiene in considerazione l'ex guida dell'Under 21.



Non c’è pace per Massimiliano Allegri. Dopo lo sfogo nella serata della vittoria ai preliminari di Champions League contro il Psv, il tecnico toscano sembra di nuovo al centro dell’attenzione per quanto concerne il suo futuro in rossonero. Nessuno lo incolpa per una rosa non esattamente all’altezza, ma non è questa l’unica cosa che manca al Milan.

La squadra sembra spenta, svogliata, a tratti irritante. Ci vuole una scossa e questa deve per forza arrivare dall’allenatore. Lo stesso Conte ha strigliato i suoi, pure pubblicamente, dopo le sconfitte della Juve nelle inutili amichevoli estive. Ora tocca ad Allegri, altrimenti il suo futuro verrà messo ancora in discussione. Ed è inutile nasconderlo. La società deciderà a fine stagione se rinnovare ancora il contratto del tecnico toscano, ma la sensazione è che questa volta non basterà un terzo posto in classifica.

Adriano Galliani, parallelamente alla chiacchierata ipotesi Prandelli, ha già in mente un possibile sostituto per l'immediato: Devis Mangia. L’ex tecnico dell’Under 21 si è preso un anno sabbatico per attendere una chiamata importante. E’ ovvio che se il Milan non si fosse qualificato ai gironi della massima competizione europea, Mangia sarebbe già stato chiamato a sostituire Allegri. Potrebbe non essere così impossibile nemmeno se dovesse succedere a stagione in corso.

Mangia, infatti, è libero e potrebbe allenare subito. E la gara con il Psv non è stato l’unico crocevia della nuova annata di Allegri. La qualificazione agli ottavi è la richiesta minima della società che naturalmente si auspicherebbe anche un miglior posizionamento in classifica in campionato rispetto all’ultimo terzo posto. Per come stanno andando le cose in questo momento sembra che il Milan sia destinato a fare tanta fatica per approdare ai risultati minimi imposti. E come sempre la colpa andrà a chi sta seduto in panchina.

Gli alibi degli infortuni non valgono più, esattamente come quelli del cambio di sistema di gioco. Avere un Kakà in più come trequartista dovrebbe essere un valore aggiunto, non un problema di equilibri da trovare. E, comunque, aldilà di tutti questi aspetti, quello di cui si sente la tangibile assenza è lo spirito. Si avverte solo presunzione e confusione in squadra. Manca la coesione che è arrivata solo nel finale della stagione scorsa, quando tutto stava finendo a rotoli. Troppo poco.

Non si può sempre recuperare un terzo posto per i capelli, o un pareggio con il Torino per il rotto della cuffia. Un allenatore deve anche essere un motivatore. Certo, come Mourinho non ce ne sono, ma basterebbe metterci un po’ di carica. E, sebbene, il club rossonero non ami cambiare in corsa, forse la scossa giusta la darebbe proprio un cambio in panchina.

Gli infortuni e la rosa metterebbero in difficoltà chiunque, è vero, ma Allegri ora ha il dovere di inculcare gli stimoli giusti, non solo quando si tratta di dentro o fuori o di Champions League. Ma anche quando si gioca sui campi di Verona e Torino, meno prestigiosi d’accordo, ma altrettanto importanti. Il Milan non può più permettersi di essere presuntuoso, non può farlo più da quando ha perso Thiago Silva e Ibrahimovic.

Ci vuole umiltà e spirito di sacrificio. Ci vuole un allenatore che dia stimoli, anche a costo di tralasciare la questione tecnico-tattica. Allegri lo deve fare per il Milan e per se stesso. Altrimenti alla porta è pronto già Devis Mangia. Galliani è un suo estimatore e potrebbe convincere Berlusconi, che invece preferirebbe Clarence Seedorf. Ma a stagione in corsa, l’ex tecnico dell’Under 21 sembra decisamente il favorito.

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