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Il ds giallorosso ha spiegato i motivi che hanno portato alla cessione del talento argentino al Tottenham, mentre su Destro ha rivelato: "Tra due mesi sarà pronto".

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A mercato chiuso, Walter Sabatini è tornato a spiegare i motivi che hanno portato alla cessione di Erik Lamela da parte della Roma per poi spaziare a tutto campo dal progetto tecnico al suo futuro, con ulteriori retroscena sugli affari estivi mancati."E' stato messo in vendita quando abbiamo capito che avremmo preso un giocatore di pari livello a condizioni vantaggiose".

Il riferimento, inutile dirlo, è ad Adem Ljajic acquistato dalla Fiorentina a circa un terzo rispetto alla cifra guadagnata dall'approdo del talento argentino al Tottenham. "Nessuno è obbligato a vendere. Però è stato un mercato duro perchè veniva dopo il 26 maggio con una situazione psiologica dura. Abbiamo dovuto ricostruire quello che restava di noi ed è stato un mercato con difficoltà, però è stato concluso in maniera soddisfacente, siamo sicuri di aver costruito una squadra competitiva".

Nel contratto del serbo, c'è una novità: "C'è una clausola, anche piuttosto alta, che abbiamo dovuto inserire. Non è da 15 milioni, per intenderci, ma una clausola che sarà difficile per tutti attaccarla. Per ottenere salari più bassi, nel calcio di oggi si va incontro a questo tipo di accordi".

Oltre a Lamela, sono partiti anche Marquinhos e Osvaldo: "Non abbiamo venduto il futuro, ma solo brandelli di futuro", ha precisato riferendosi al brasiliano. Mentre sull'italo-argentino: "Speriamo che i goal li faccia anche nel Southampton, visto che abbiamo parecchi bonus da riscuotere... ".

"L'ho detto anche l'hanno scorso ma devo continuare a dirlo perchè sono in buona fede - ha proseguito il ds - Quest'anno, accogliendo tante osservazioni fatte da voi, abbiamo lavorato insieme in qualche modo. Sono state fatte scelte diverse da quelle solite in altre circostanze. Abbiamo fatto le nostre valutazioni, ma non pensavamo all'inizio di poter o voler cedere Erik, poi col tempo sono intervenuti fattori nuovi ed abbiamo preso in considerazione questa eventualità sicuramente non a cuor leggero visto che la cessione ci ha portato alla sofferenza, non solo mia, ma condivisa. Nel momento in cui l'abbiamo presa la decisione, era quella da prendere visto che era cambiato l'ambiente intorno a lui visto anche l'offerta che gli è stata fatta da una società: un'offerta che non volevamo e non potevamo pareggiare. Era difficile rinegoziare un contratto a quelle condizioni".

In particolare, "Lamela è stato aggredito da una società italiana (tutti gli indizi fanno pensare al Napoli, che su stessa ammissione di De Laurentiis era fortemente interessato al calciatore tanto da aver presentato un'offerta sostanziosa sia per lui che per Marquinhos) che gli ha fatto un'offerta faraonica, da 3,5 milioni netti più una commissione al padre di 2 milioni, noi avevamo perso il giocatore. Ho parlato con il procuratore, dicendogli che avrei alzato la nostra offerta, ma non era molto convinto. Lo vedevo spento, ho pensato di non poterlo recuperare compiutamente, quindi ho messo in piedi l'idea di cederlo. Questo è il calcio, incontrollabile".

L'acquisto del Tottenham dell'ex Baldini di alcuni obiettivi della Roma, non ha fatto rimanere male il ds: "Sapeva che erano calciatori che stavamo trattando e si è inserito solo su quelli liberi. Siamo stati leali entrambi. Non ho provato nessun fastidio, lui fa un bel lavoro lontano da qui con una bella azienda. Il difensore della Steaua è andato lì, abbiamo fatto solo cose reali che tutti possono fare. Sì, mi sento più libero, Franco era un grande amico con il quale ho condiviso decisioni e abbiamo sopportato l' uno le decisioni dell' altro ma sì, sono piu libero. Vivo meglio quando sto solo, anche quando sono a tavola non voglio la destra occupata perchè voglio una via di fuga. Non concerne quindi Baldini, ma se le cose le faccio con lui le faccio in modo sbagliato e anche lui sta meglio senza di me, l'ho visto su al Tottenham, si è rigenerato".

Che poi si lascia andare a ulteriori rivelazioni di mercato: "Saremmo incompiuti cedendo Borriello e senza comprare nessuno. Il problema di Borriello era che voleva fortuna al Genoa perchè loro gli garantivano la maglia e la Roma non può farlo. Dopo si è instaurata una possibilità del triplo giro, abbiamo tentato perché volevo portare Quagliarella alla Roma, ma poi si è fermato tutto. Non ritengo la Roma incompleta perchè l'allenatore gioca con tre punte mobili. Tra questi attaccanti penso che la nostra soluzione la troviamo. Borriello è un ottimo calciatore e ci darà un gran contributo".

Sabatini ha poi fatto chiarezza sul 'giallo' Destro: "Giocatore fortissimo che ha un problema che stiamo valutando tutti insieme con attenzione, ma fra due mesi sarà pronto. Al di là del suo valore che conoscete, ha un bottino da grande attaccante con 11 goal prima dell'operazione. Qualcuno ha messo le foto segnaletiche, ma quando recupero il buon umore che ora non ho, mi spiegherete perchè un nostro giocatore forte deve trovarsi su una pagina di giornale una progressione di degrado. Sono due foto fatte male che non rispondono alla verità. E' un nostro giocatore, della Roma da trattare con attenzione che soffre molto la sua attività. Lavora 10 ore al giorno per tornare".

Per quanto riguarda il proprio futuro, il dirigente capitolino ha affermato: "Ho firmato il contratto quando mi è stata sottoposto. E' un mio modo di essere firmare un contratto annuale, lasciando la società libera di fare scelte libere dalla mia. Ho firmato quel contratto poco prima del 26 maggio, forse sarebbe cambiato qualcosa non avendolo firmato? Mi sento libero anche io. Voglio un rapporto sempre chiaro senza avvocati. Poi vedremo a giugno per il prossimo contratto ma ho molta serenità".

"C'è un saldo positivo di mercato e ci sono state operazioni pirotecniche ma noi siamo troppo tristi per celebrare le nostre cose. Se compri a 3 e vendi a 31 devi stappare lo spumante
- ha poi evidenziato - La Roma ha fatto cose importanti, ma non cambio stato d'animo perchè sono triste per altri motivi.

Sui colpi in entrata, Sabatini non crede ad un cambio di rotta nel progetto: "Sono entrati ragazzi esperti come Maicon e anche ragazzi del '90 come Ljajic e Strootman, ragazzi di età media come Benatia e Gervinho. Non penso ci sia stata una scelta netta. Siamo ancora noi, ci sono giocatori giovani come Destro, Romagnoli, Florenzi... Non la vedo come una totale dismissione di quello che è stato fatto. Abbiamo solo messo caratteristiche precise nella squadra, come la personalità, oltre alla qualità tecnica dei calciatori che attiene al loro carisma e alla loro forza di vincere le partite".

Ecco il pensiero del ds sulla scelta di Rudi Garcia: "Ho trovato un uomo che ha ritmo nel far le cose, ha idee e le porterà avanti senza invadere i territori. Se vuole fare qualcosa la farà. Quando io gli ho chiesto che rapporto vuole avere con la squadra, lui mi ha guardato con gli occhi sbarrati e mi ha detto "Io amo la mia squadra", ma non c'è nulla di patetico. E' una cosa che ha detto perchè un grande allenatore deve avere questo sentimento per poterla capire. Ho avuto la fortuna di capire che cosa voleva dire, ovvero seguirla in tutto e per tutto. Sa i problemi di tutti: li segue con attenzione eccessiva e sa cosa fare e dire con loro. Sa quanti soldi togliere se sbagliano. Sa come parlare con un ragazzo e sta portando a consolidare l'idea della squadra. E' molto bravo".

Ma prima del francese, la rosa dei papabili alla panchina era ampia: "Non abbiamo iniziato con Allegri, ma con un gruppo di allenatori, tra cui Allegri, per poi arrivare a Garcia di cui siamo contenti".

Sugli obiettivi stagionali: "Sono costretto a dire una cosa che mi condannerà al pubblico: la squadra ha risorse per gareggiare per le prime posizioni. La Roma può e deve perseguire la Champions League. Non lo dico a caso, ma lo dico perchè vedo i calciatori. Se si incazza Maicon nello spogliatoio, non è lo stesso rispetto alla rabbia di qualche giocatore dello scorso anno; sono cambiate diverse cose, questa squadra competerà per la Champions. Se il derby fosse andato in un'altra maniera, non lo avrei preso. La squadra era in crescita e la vittoria in Coppa ci avrebbe dato la possibilità di poter rischiare. Quella sconfitta e il modo in cui è maturata ci ha imposto di dover cambiare qualcosa. Nella mia utopia, avrei preso Wallace".

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