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Mauricio Isla ha sfiorato il trasferimento all'Inter, ma alla fine ha prevalso il gelo sul mercato tra i due club che dura dall'estate del terremoto Calciopoli.



Sette anni diversi, se vogliamo all’insegna dell’alta tensione, con il ciclone Calciopoli alle spalle. Ma non troppo. Il 2006 sembra lontano, estate rovente per l’intero calcio italiano, a maggior ragione per i tifosi della Vecchia Signora.

Juventus e Inter, storiche nemiche calcistiche, recentemente in sede di mercato hanno provato a riallacciare i rapporti, imbastendo l’operazione Isla, calciatore fortemente apprezzato da Walter Mazzarri, corteggiato in più sessioni dalla truppa nerazzurra.

Non se n’è fatto nulla, per motivi principalmente legati alla compartecipazione rinnovata dal club torinese con l’Udinese. Un affare che, qualora fosse stato chiuso, avrebbe potuto aprire nuovi scenari tra le due società.
 
Il 25enne di Santiago, sbarcato a Torino con l’intenzione di soffiare a Stephan Lichtsteiner una casacca da titolare, si è ritrovato a vivere una situazione paradossale, non preventivata e, soprattutto, di complessa risoluzione. Dal definitivo salto di qualità alla bocciatura netta. Motivazioni che possono spingere all’addio. Fosse dipeso unicamente dal giocatore, probabilmente, a quest’ora lo sfondo sarebbe diverso: Pinetina, capoluogo lombardo e allenatore toscano. Un tris caldeggiato proprio dall’agente del sudamericano, Claudio Vagheggi, il quale ha operato per diversi mesi su questo fronte, trovando anche un’intesa con Branca e soci. Ecco, in questi casi la fatidica fumata bianca appare un dettaglio, ma nel calciomercato non bisogna dare nulla per scontato.

Intendiamoci, sotto la Mole la cessione di Isla l’avrebbero concretizzata senza grossi problemi. Il problema, se tale vogliamo definirlo, è che in corso Galileo Ferraris offerte concrete non ne sono giunte. L’Inter, forte dell’accordo con il diretto interessato, ha provato ad allacciare un discorso basato sul trasferimento temporaneo con diritto di riscatto.

Madama, dal canto suo, questa soluzione non l’ha mai presa realmente in esame e, per evitare di rinforzare una diretta concorrente, ha preferito tenerlo in rosa. Con tanto di obiettivo già prefissato: il rilancio.
 
Per dovere di cronaca. A Liverpool, a supporto del concetto di concretezza, hanno realmente accarezzato l’idea di regalare a ‘El Huaso’ una casacca rossa, ma in tempi rapidi hanno dovuto subito bloccare il discorso. Inter o Juventus, stop, questa la ferma volontà cilena.
 
Il 221esimo derby d’Italia, quindi, non potrà annoverare tra le sue fila un nuovo “ex”. L’ultima operazione fatta registrare sull’asse Torino-Milano, infatti, è quella che ha portato Zlatan Ibrahimovic e Patrick Vieira alla corte di Massimo Moratti per una cifra vicina ai trentacinque milioni. Una doppia cessione ricordata ancora con dolore dai tifosi di Madama, sentimento provato in passato anche da quelli nerazzuri per via del clamoroso scambio Cannavaro-Carini.
 
Sabato, in maniera quasi scontata, Isla scalderà la panchina del ‘Meazza’. Sul manto erboso lombardo, col senno di poi, avrebbe potuto macinare chilometri su chilometri vestendo una casacca da titolare. Ma adesso la missione per lui è doppia: convincere Antonio da Lecce e impensierire il terzino elvetico. Auguri.

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