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Il presidente dell'Inter gongola per il buon inizio: "Abbiamo fatto bene a puntare sulla concretezza di Mazzarri. Juve? Se vinciamo bene, altrimenti ci servirà per crescere"

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Massimo Moratti è ancora un romantico del calcio. Quante volte lo abbiamo visto innamorarsi di calciatori o allenatori per poi arrivare (a volte anche in fretta) ad un fregoroso divorzio? L'ultimo della lista è stato Andrea Stramaccioni, la vera scommessa del presidente. Andata male. Ma dopo diversi salti nel vuoto, ecco, mesi fa, la decisione più saggia: dare all'Inter un coach di esperienza e carattere.

"Mazzarri è stato preso proprio perché fosse una roccia, la nostra certezza - afferma il numero uno nerazzurro alla 'Gazzetta dello Sport' - il punto fermo e d’appoggio di tutto. Si sarebbero potute fare altre scelte che potevano sembrare anche coraggiose, nuove, divertenti. Invece il tentativo è stato quello di prendere una persona concreta, umile, che impara e ascolta. Non nel senso che ascolta me, ma i giocatori e l’ambiente; e che ha la forza delle sue idee. Mi piaceva, poi, il fatto che fosse un grande lavoratore, con esperienza, mi dava quindi l’idea che fosse un punto di riferimento dal punto di vista tecnico. Senza voler togliere nulla al passato, ma adesso c’era questa necessità.

Per i tifosi è l'ennesimo anno zero, ma secondo Moratti i supporters dell'Inter hanno qualcosa in più: "Il tifoso dell’Inter è molto intelligente. L’Inter ha la fortuna di avere tifosi che vivono molto vicino alla squadra, alla società - sottolinea Moratti - conoscono la storia del club, sono istintivi ma intelligenti. Hanno tutti la stessa sensibilità che condividono con la conduzione della società. E quindi devo sinceramente dire che non solo capiscono la situazione ma spingono e lavorano come se fossero nella squadra per far sì che le cose vadano bene. E questa è una cosa bellissima, che mi fa sentire riconoscente nei confronti di questa stessa sensibilità che viene proprio dai tifosi"

E dopo la sosta per le nazionali ecco subito la Juventus. Con San Siro che rivedrà, dopo molto tempo, il tutto esaurito: "E’ una partita che attira molto - continua Moratii - non inventiamo niente nel dire che davanti a due squadre che vincono bene c’è il pubblico interessato a capire quanto di vero ci sia in tutto questo. Poi c’è il tifoso, la passione, e la voglia di battere la Juve che rientra nel bello del calcio e di questa partita".

Ma cosa si aspetta il patron nerazzurro dal match contro i rivali storici bianconeri? "Se si vince siamo molto felici, se non vinciamo sarà una lezione necessaria per migliorare. E comunque, ovviamente, spero si vinca. Di certo c’è che la Juventus contro la Lazio ha dato una dimostrazione di forza notevole: ma sa, il calcio ha le sue regole, coi suoi giocatori che vanno in campo, per cui puoi fare tutte le considerazioni del mondo ma è sempre difficile azzeccare il pronostico di una partita. Credo ci sia un divario che la Juventus si è costruita in questi anni e che ha dato successi anche in campionato, ma è un divario che puoi colmare in termini diversi, come per esempio stiamo dimostrando noi in questo momento del campionato e con questa squadra".

Infini Moratti chiude con qualche battuta sul mercato: "Eto'o? Non ne abbiamo parlato molto del suo ritorno, abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Il mio sogno proibito? Nelle ultime ore avrei voluto prendere Kakà - afferma sorridendo, per poi chiuder con Thohir - Stiamo lavorando ma non attendetevi novità a breve".

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