thumbnail Ciao,

ANALISI - Al Bentegodi si è visto un Diavolo senza idee. Il tecnico deve cambiare sistema di gioco, anche perchè Balo non può fare il regista avanzato come lo svedese.

I goal della Serie A sul tuo smartphone, all'istante! Scopri GoalFlash

Lento, impacciato e senza un gioco. Il Milan di Massimiliano Allegri sembra essere tornato indietro di colpo ai vecchi vizi della stagione scorsa, quella del post Ibra e Thiago Silva. I primi due impegni ufficiali hanno restituito una squadra solo di nome e non di fatto, e questo sorprende visto che di volti nuovi in pratica non ce n'è.

Il solo Poli, tra l'altro tra i migliori in campo a Verona, non può avere distrutto quell'equilibrio che faticosamente Allegri era riuscito a trovare a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno solare. La verità è che mancano le idee, le gambe ma soprattutto che il gioco 'alla Ibra' con Mario Balotelli non può funzionare.

Contro il Psv Eindhoven i rossoneri si giocano tutto. Gli sforzi della passata stagione, il presente sul mercato e il futuro, con il tecnico - come prevedibile dopo il tira e molla estivo sulla sua permanenza - già in bilico. Allegri però è diabolico per perseveranza. In tre stagioni non è ancora riuscito a dare un gioco convincente al Milan che prescinda dalla condizione fisica.

Se la gamba gira, infatti, i rossoneri sono a tratti anche belli da vedere e convincenti davanti e dietro. Se la condizione è appena appena sotto al top, è la fine, vincere diventa un'impresa contro chiunque. Colpa di una rosa non da Milan, senza dubbio, colpa di poca personalità in generale. Ma il responsabile è chi dirige in questi casi, chi dovrebbe inculcare una cultura o un atteggiamento in campo che a Milanello come a San Siro non si vede da tempo. Lo schema, se così si può chiamare, ripetuto anche a Verona è 'dare la palla a Mario e poi ci pensa lui'. Solo che Balotelli non è Ibrahimovic.

Questo modo di giocare ha portato uno scudetto in casa Milan, ha trasformato giocatori come Boateng e Nocerino in goleador imprescindibili, ma aveva un uomo solo al comando che ora non c'è più. Per qualità Balotelli può e deve essere il leader dei rossoneri, ma non è ancora pronto per giocare come lo svedese, che negli anni si è decentrato per costruire gioco come regista avanzato.

Mario non può, perché se al potenziale offensivo di questa rosa, Allegri toglie quello di Balotelli, la situazione - come visto a Verona - si fa grigia, soprattutto con un El Shaarawy ancora alla ricerca di sé stesso e un Niang acerbo. Per dire, Balotelli non fa a sportellate come Zlatan, ma spesso, spessissimo, finisce per terra; non è minaccioso davvero come Ibra pur parlando tanto; insomma non fa così paura per il momento e soprattutto non è efficace da rifinitore nonostante le potenzialità, viste nel goal di Poli.

In pratica Allegri deve cambiare gioco e farlo subito. Magari con un'altra punta, perché il giochino di mettere in campo i ragazzini per dimostrare di non avere una rosa all'altezza, è una cosa già vista e rivista. E non fa più ridere.

Segui Max Cristina su

Sullo stesso argomento