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Il coach bianconero alza la voce dagli Usa: "Chi dice che siamo spendaccioni si faccia gli affari propri. Mazzarri non mette le mani avanti. Supercoppa? Dovevamo giocarla in casa".

Dopo il ritiro di Chatillon e il Trofeo Tim da luci (poche) ed ombre (molte), la Juventus di Antonio Conte prepare la nuova stagione ed in particolare il suo primo impegno nella Supercoppa Italiana con il tour negli States. Tre match di livello in una settimana, Si comincia questa notte a San Francisco contro l'Everton.

Conte è il solito fiume in piena e risponde ai giornalisti con la massima sincerità di sempre: "Serie A? Stanno cambiando i valori delle squadre, si stanno potenziando le nostre rivali. Sarà un campionato molto aperto. Milan e Inter hanno tradizione, Napoli un grande allenatore. La Fiorentina ha ambizione, la Lazio è migliorata e la Roma ha fatto un gran colpo vendendo Marquinhos a quella cifra, complimenti".

Lisciato il pelo alle rivali, Conte striglia subito i suoi: "Appagamento? La pancia piena è un rischio, ma la ricerca della vittoria deve essere il nostro unico pensiero. Non ci sono alibi per nessuno. L'Inter vinse il triplete ma non costruì nulla in quella stagione. Io sono sicuro che in questa stagione continueremo a crescere. Stiamo raggiungendo anche un equilibrio economico importante che in futuro ci consentirà di aprire il portafogli: adesso questa disponibilità non c’è, noi continuiamo a spendere meno dei nostri avversari".

Conte ammette grande soddisfazione per il valore umano, tecnico e professionale di Tevez e Llorente e ammette che questa è la Juventus più forte dei suoi tre anni sulla panchina bianconera, anche se poi ammette: "Il 3-5-2 è il vestito adatto per noi, mentre per il 4-3-3 mi manca ancora qualcosa sulle fasce. Il sacrificio di Giaccherini mi è costato tanto".

Il coach dei campioni d'Italia poi attacca i vari Mazzarri e Guardiola che hanno parlato di una Juve spendacciona: "Non mi piace sentire queste fesserie, come quelle di chi dà fiato alle trombe per coprire i propri fallimenti (il riferimento al tecnico dell'Inter è puramente voluto). Guardiola è rimasto ai tempi del Brescia, ognuno guardi a casa propria". E non mancano frecciate al 'palazzo': "Da regolamento la Supercoppa avremmo dovuto giocarla in casa, invece la giocheremo in trasferta. Juve antipatica ai piani alti? Dovrebbe essere simpatica per come gioca e per quello che fa. Due anni fa dimostrammo che non sempre vince il favorito o quello che è più forte per valori tecnici".

Infine, con il contratto in scadenza nel 2015, Conte che oggi compie 44 anni non vuol sentire parlare di rinnovo: "Io qui mi sento a casa e finché avrò entusiasmo, passione e stimoli andrò avanti con la Juve. Con la società non c’è stata nessuna crisi. Tra me e Andrea Agnelli c’è un rapporto limpido fatto anche di confronti onesti e leali per il bene della Juve".

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