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Il colosso di Murdoch, a fronte di una spesa 5 miliardi in 10 anni, chiede a presidenti e dirigenti di fare i compiti: fra le condizioni stadi pieni e campi di gioco più verdi.

Si avvicina la pubblicazione del bando per i diritti tv a pagamento delle gare di Serie A per il triennio 2015-18. Il colosso di Rupert Murdoch, 'Sky', è pronto a rinnovare il suo impegno nel calcio italiano, ma, a fronte di un investimento di 5 miliardi in 10 anni, ora prova a dettare le condizioni ai club.

"Sky intende investire sempre di più nel calcio se ci saranno le condizioni. - ha spiegato Andrea Zappia, amministratore delegato di 'Sky Italia', in occasione del decennale della pay tv nel nostro Paese - Bisogna lavorare con la Lega per costruire un prodotto unico. Il calcio italiano ha grandi opportunità di crescere all’estero ma deve presentarsi in modo diverso".

Quali sono dunque i cambiamenti richiesti dall'emittente satellitare al calcio italiano? Innanzitutto una Serie A che passi da 20 a 18 squadre, in linea con il progetto di riforma che ha in mente la Lega. Un numero inferiore di squadre garantirebbe maggiore competitività e, secondo 'Sky', maggiore spettacolo per gli abbonati davanti alla Tv. "Va benissimo una serie A a 18 squadre - ha detto Zappia - se questo significa un torneo più competitivo".

Ma nella richiesta dell'emittente satellitare ci sono altre condizioni importanti. In primis l'anticipo alle 19.45 del posticipo domenicale, ovvero un'ora prima di quella attuale. "Siamo favorevoli ad anticipare le partite della domenica sera - ha dichiarato sul tema Zappia - se questo può portare più famiglie e più bambini allo stadio. In questo modo, infatti, i bambini avrebbero meno problemi con la scuola il giorno dopo".Su questo punto la stessa Lega di A si sarebbe detta concorde, e la novità potrebbe essere introdotta proprio dal 2015.

Ma le richieste di 'Sky' ai club di A vertono anche sul numero di spettatori allo stadio e sulle condizioni dei prati di gioco. Basta prati spelacchiati, insomma, e ampi vuoti sugli spalti, perché danno allo spettatore un'immagine non bella del prodotto offerto.

Infine, da parte di Zappia, una stilettata contro le partite poco combattute e contro l'attuale Lega di A: "All’estero - ha sottolineato - si vedono ventidue giocatori che corrono fino al novantesimo. In questo momento non esiste una vera Lega, ma una sommatoria di interessi individuali". Il messaggio arriva chiaro e preciso: il calcio italiano, se vorrà maggiori introiti dai diritti della pay tv, dovrà cambiare in meglio e farlo in fretta.

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