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L'indonesiano potrebbe chiudere con Moratti il 10 luglio negli Usa. Le idee: ricerca di giovani di talento, monte ingaggi tenuto a bada e l'ex Psg come uomo forte della società.

Fra voci, indiscrezioni, conferme e smentite, lentamente ma inserobabilmente Erick Thohir si farà spazio nel mondo Inter con un progetto lungimirante, di ampio raggio e il più duraturo possibile. Che si sia vicini all'accordo per la cessione del 75% della società è un fatto noto. Che la trattativa potrebbe essere conclusa addirittura prima di ferragosto neglii Stati Uniti, è una possibilità.

Dieci agosto, Saint Luis (Missouri). L'Inter di Mazzarri affronterà il Real Madrid per la Guinnes Challenge Cup. Momento ideale per l'indonesiano per uscire allo scoperto, metterci il faccione sorridente e annunciare al mondo l'accordo con Moratti che, a meno di clamorosi passi indietro, si farà. A Londra infatti, avvocati, finanziarie e società 'spalla' del magnate stanno lavorando agli ultimi dettagli. L'attuale patron, ormai sicuro delle buone intenzioni del tycoon, vorrebbe però cautelarsi con una clausola che gli permetterebbe di avere una prelazione su un eventuale nuovo passaggio di proprietà.

Ma l'era Thohir si sta aprendo. Che progetto sarà: scordatevi il solito folle sceicco che ha voglia di giocare o un alticcio magnate russo che non sa come sperperare i suoi soldi. La formazione universitaria e lavorativa americana di Thohir gli ha insegnato che tutto ì business, ma va fatto con la testa.

Quindi nessuna spesa folle, ma un progetto che duri nel tempo. Bilanci a posto, monte ingaggi calmierato, ricerca di giovani promesse in Europa, spinta forte sul merchandising. Una sorta di Borussia Dortmund d'Italia. Possibile che non parta nessun top player e che magari ne arrivi uno (ma non 4-5 alla volta in stile Monaco o Manchester City). Si punta a vincere nell'arco di un paio d'anni ma l'imperativo è quello di tornare immediatamente in Champions League.

Thohir, che prenderà in mano il timone (a livello decisionale) solo nella prossima estate, vuole un uomo forte in società. Un carismatico, uno con le mani in pasta e che abbia grande considerazione dal mondo esterno. E allora ecco rispuntare forte il nome di Leonardo.

Un collante con il passato che sarebbe l'ideale per la nuova proprietà. Un modo per non sballottare troppo la sensibilità dei tifosi, pronti al cambio ma non certo alla totale rivoluzione. Leonardo entrerebbe subito a fare parte del team ma solo a livello informale visto che la sua maxi squalifica (su richiesta della Federcalcio francese) potrebbe essere allargata anche fuori confine.

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