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Il nuovo allenatore nerazzurro ha voluto confermare i motivi che lo hanno portato a scegliere di guidare l'Inter nelle prossime stagioni.

Da qualche settimana a questa parte Walter Mazzarri ha cominciato la sua avventura come nuovo allenatore dell'Inter. Il tecnico nerazzurro, ai microfoni di Sky Sport 24, ha parlato ancora una volta i motivi che lo hanno spinto a lasciare Napoli ed ha spiegato la scelta Inter.

"In questi primi periodi in nerazzurro mi sono trovato molto meglio rispetto a quanto mi sarei aspettato, per questo devo ringraziare molto i tifosi che ci stanno sostenendo, soprattutto me dopo qualche anno nel quale sono stato un avversario".

Mazzarri svela alcuni retroscena del suo accordo con il patron nerazzurro Moratti: "Quando Moratti mi ha chiamato mi ha detto di volermi perchè era convinto di avere bisogno di un allenatore come me, questo mi ha convinto a dire subito sì e a far salire la mia adrenalina. Attendevo delle parole così belle da un presidente così importante".

Infine si è parlato della sua ex-squadra, il Napoli: "Ho più volte spiegato il motivo del mio addio, credo di essere stato chiaro. Come sempre accade le parole che si pronunciano possono essere stravolte. Benitez lo considero veramente un bravo allenatore, credo che si possa migliorare quanto è stato fatto. Ho lasciato una delle squadre più ricche d'Europa, ho avuto uno splendido rapporto con tutti. Ripeto, il Napoli può fare bene e meglio delle altre, assieme alla Juventus".

Mazzarri, dunque, ha voltato pagina: "Non mi pongo il problema su come mi accoglieranno al San Paolo, chi vuole bene al Napoli sa come sono andate le cose. La più bella soddisfazione è che un giocatore come Hamsik dica certe cose di me, così come tanti altri giocatori. Di tutto quello che dicono gli altri sinceramente non me ne importa proprio niente, perchè non sanno e parlano solo se gli conviene o meno dire una cosa o l'altra".

Non può mancare una battuta sull'addio di Cavani: "E' stato una risorsa importante, ha fatto il salto di qualità quando è venuto a Napoli e di questo credo che Edi sia riconoscente. Il merito prima di tutto è suo, però una parte di merito possiamo avercela anche io, i miei collaboratori e la squadra stessa che l'ha aiutato ad avere la sicurezza del top player".

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