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Primissimi allenamenti per la nuova Inter di Mazzarri. Si lavora su rapidità, velocità e intensità. Sono lontanti anni luce i raduni 'molli' post Mourinho. Nuova era alle porte.

Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni. Sembra passata un'era geologica fra Mourinho e Mazzarri. Eppure l'intensità, la professionalità, la serietà, la dedizione e il pugno di ferro sembrano quelli dei tempi migliori. Primissimi allenamenti a Pinzolo e i tifosi (ma sopratutto i calciatori) hanno capito che l'aria è cambiata, in una sorta di ritorno al passato in casa Inter.

Si lavora tanto, si parla poco. Testa bassa e pedalare. Se fino ad un paio di ritiri estivi fa si poteva ancora dormire sugli allori, ora non è più così. Ci sono due stagioni disastrose (una più dell'altra) da dimenticare e vendicare. E chi meglio di uno stakanovista come Walter Mazzarri può riuscire nell'impresa?

"Gioca solo chi lo merita chi lavora come si deve durante la settimana. Per saltare un allenamento c'è bisogno di un motivo davvero valido" aveva detto l'ex Napoli alla primissima conferenza stampa. E dunque un'ora e mezza in apnea. Si lavora sulla velocità, sulla rapidità e sull'intensità. Lavoro di varia genere, allunghi, giri di campo e poi arriva finalmente il pallone. Ma ancora niente calci. Partita a palla-mano (senza portiere) e goal solo di testa.

Guarin, Alvarez, Castellazzi, Kovacic e Belfodil da una parte... Palacio, Cambiasso, Carrizo, Handanovic e Icardi dall'altra. All'orizzonte Diego Milito lavora come un matto. Ha voglia di tornare e Mazzarri lo aspetta a braccia aperte:

"Non abbiate mai fretta di andare via un minuto prima dal campo - raccomanda il nuovo tecnico ai suoi - siete professionisti del lavoro, e il lavoro paga sempre. E ascoltate il vostro fisico, ogni secondo". I tifosi in tribuna sorridono e si guardano in faccia. E' arrivato il sergente di ferro.... Si apre una nuova era.

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