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L'approdo di Seedorf al posto di Allegri ed il ritorno in società di Paolo Maldini sembrano scelte molto lontane da quelle gradite ad Adriano Galliani: separazione possibile?

Lo strappo tanto annunciato tarda ad arrivare. E così Massimiliano Allegri, per ora, rimane appeso a un filo. In questa situazione intricata e piena di interrogativi, c’è chi intravede uno spiraglio di speranza, chi, invece, rimane molto scettico. Se l’esonero ancora non è stato ufficializzato, significa che qualche possibilità di convincere Berlusconi a farlo restare c’è, pensa qualcuno.

No, si sta solo aspettando la finale di Coppa Italia della Roma e l’ok del Botafogo a lasciar partire Seedorf, legato ancora da un anno di contratto con il club brasiliano, fanno eco altri. Mentre tutti si interrogano, Adriano Galliani ce la sta mettendo tutta per scongiurare l’inevitabile, tessendo una tela diplomatica fatta di contatti telefonici continui col presidente e pochissime dichiarazioni.

L’obiettivo è quello di confermare il tecnico livornese un altro anno, garantendo continuità al progetto e accontentando tifosi e giocatori, per poi cambiare rotta. A quel punto non ci sarà solo Seedorf in lizza, ma magari assumeranno corpo anche le candidature di Inzaghi, Montella e – perché no – Prandelli. Berlusconi domani sarà in Russia, quindi al suo ritorno si deciderà. Per adesso, bisogna pazientare ancora un po’.

Il ritorno in società di Maldini e Seedorf, indizi verso l'addio di Galliani?
Fossimo sul rettangolo verde, parleremmo di melina o catenaccio. Ma questa è una partita che si gioca in altri campi. E, spesso, con armi non convenzionali: frecciatine velate, battute sussurrate, mezze frasi riportate sempre per via indiretta. Ed è questo quello che sorprende: che bisogno c’era di mettere in atto una guerra intestina e consumarla davanti ai microfoni? Il Milan è sempre stato abituato a lavare i panni sporchi in casa, questa volta però è successo qualcosa di diverso. Al di là di tutto, Massimiliano Allegri non meritava di essere esonerato da Biscardi, così come Adriano Galliani non meritava di essere messo in discussione al Processo del Lunedì.

Nel comunicato (poi smentito) si parlava infatti di una rivoluzione dello staff tecnico ed eventualmente dirigenziale. Chiaro il messaggio: o Galliani molla la presa o paga anche lui. L’ipotesi di una coppia composta da Seedorf e Maldini (non proprio due pupilli dell’ad rossonero) sarebbe poi un ulteriore messaggio diretto a Galliani, costretto dopo l’accaduto a ripararsi dietro un comunicato stampa che smentiva eventuali screzi con il presidente.

"I miei rapporti personali e di lavoro con Silvio Berlusconi datano 33 anni - si legge nella nota ufficiale - Stima e affetto non sono mai stati incrinati dalla normale dialettica che deve caratterizzare ogni rapporto umano e professionale di valore. Non lo sono stati mai e non lo sono oggi, contrariamente a quanto mi accade di leggere”. Parole rassicuranti, ma ormai tardive, perché chi in passato aveva paventato l’ipotesi di una rivoluzione societaria, ora è già tornato a soffiare sul calderone.

Si è ritornati a parlare della scalata di Barbara Berlusconi ai vertici societari, dei possibili sostituti di Galliani (Claudio Fenucci, ad della Roma e Giuseppe Biesuz, ad di Trenord e grande milanista), del reinserimento di una bandiera come Maldini. Si è immaginato un nuovo organigramma, più giovane, accattivante e con nuove strategie. Si è tornati a ricordare gli ultimi autogol di mercato che hanno costretto Galliani a lasciare in Inghilterra Carlitos Tevez e rimpatriare Pato. Insomma, si è venuta a creare una situazione fastidiosa che probabilmente non giova a nessuno. E in tutto questo, neanche una parola di Berlusconi.

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