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Juventus, Fiorentina e Lazio proseguiranno coi rispettivi allenatori: un bel vantaggio rispetto alle altre 'big' che probabilmente cambieranno e che ancora non lo hanno fatto.

Federico Casotti
Telecronista Sportitalia, Editorialista Goal.com

Archiviato il campionato, è già partito il calciomercato, ma con un aspetto totalmente nuovo rispetto alle stagioni passate. Per una Juventus o una Fiorentina che proseguono dritte per il loro progetto tecnico, si registra invece l’impasse generalizzato di tutto il resto della concorrenza, inattiva sul mercato perché… ancora incerta su chi sarà l’allenatore della prossima stagione. Uno stallo pericolosissimo perché restio a risolversi in tempi brevi, di questo passo destinato a influenzare pesantemente la griglia di partenza della prossima stagione.

Il Napoli ha già cambiato, Inter, Milan e Roma lo faranno
La situazione più intricata la sta vivendo senza dubbio il Milan: Berlusconi ha infatti da tempo deciso di rimuovere Allegri, nonostante una rosa impoverita, la rimonta del girone di ritorno e la Champions conquistata. Si è creata così una situazione quasi paradossale: da una parte il lavoro diplomatico di Galliani, che sta cercare l’impresa ormai impossibile di ricucire lo strappo con il mister di Livorno, dall’altra l’intuizione presidenziale, che porterebbe in panchina Clarence Seedorf. Personaggio di grande carisma, ben visto da Berlusconi ma un po’ meno dalla vecchia guardia (colpa di antiche ruggini) e dalla tifoseria, che imputa all’olandese un’esperienza pressoché nulla sul campo. Critica inattaccabile, ma va detto che questo tipo di intuizione non è nuova a Berlusconi, che 25 anni fa propose la panchina del Milan a coach Dan Peterson, e che pochi anni dopo la affidò a Fabio Capello. Se Berlusconi decide che una persona è adatta alla panchina del Milan, non c’è curriculum che tenga.

Lo stesso Allegri attende presumibilmente una risoluzione del rapporto economicamente vantaggiosa prima di affrontare la sua nuova avventura, a questo punto a forti tinte giallorosse. Il protrarsi della disputa Allegri-Milan tutto sommato non dispiace all’ambiente della Roma, che almeno fino a domenica ha un derby di Coppa Italia su cui riversare speranze, auspici e adrenalina. Allegri troverebbe alla Roma una rosa piena di elementi a lui graditi e richiesti in passato per il mercato rossonero (Destro è solo l’ultimo della lista), segno che potrebbe essere proprio lui la guida in grado di valorizzare una rosa capace di esprimersi solo per una piccola percentuale del suo potenziale.

Juventus, Lazio e Fiorentina: avanti con lo stesso tecnico
Più complicata la situazione dell’Inter: Stramaccioni è al capolinea e questo lo abbiamo capito, l’arrivo di Mazzarri viene rinviato di giorno in giorno senza un vero perché, autorizzando i sospetti di chi vede in un Roberto Mancini a spasso una possibile tentazione per Moratti. Due considerazioni si impongono: Mazzarri probabilmente arriverà, e chiederà una significativa ristrutturazione della rosa, per renderla plasmabile al suo nuovo sistema di gioco. Campagnaro è un primo innesto, l’assenza di preliminari di Europa League potrebbe rivelarsi un vantaggio in fase di assemblaggio: la Juventus di Conte dell’estate 2011 lo insegna.

Secondariamente: Stramaccioni ha avuto delle colpe precise, soprattutto nel non cercare di mettere qualcosa di suo, un segnale di vita, nel momento in cui la squadra era in palese caduta libera. Ci si chiede però se il giovane allenatore romano sia stato messo in condizione di lavorare a un progetto di rifondazione realmente legato ai giovani, vista anche l’esistenza di un ciclo Primavera vincente e di prospettiva. La risposta è no: la cosa non salva Stramaccioni, ma rafforza l’idea di una grande occasione persa dalla dirigenza nerazzurra.

Da questo impasse sembra ormai uscito il Napoli, con l’ingaggio di Benitez in via di definizione. Va dato atto a Bigon e De Laurentiis di aver gestito la transizione dal post-Mazzarri in maniera intelligente e rapida: il secondo posto di questo campionato porta con sé infatti un vantaggio notevole in termini di programmazione di scelte di mercato, e sarebbe stato folle vanificare questo risultato con dei tentennamenti sulla scelta del nuovo tecnico.

Anche perché nel frattempo la Juventus di Antonio Conte, dopo qualche spiffero nelle settimane della festa, ha chiuso ben bene la porta a ogni ipotesi di cambiamento; lo stesso vale, una fila dietro, per la Fiorentina di Montella, e (forse) la Lazio di Petkovic. Avere la certezza del proprio allenatore significa poter intervenire con più chiarezza nella campagna acquisti, e in questo momento si tratta di un lusso per pochi. Saper sfruttare bene questo vantaggio farà la differenza il prossimo autunno, quando si tornerà a fare sul serio.

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