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Il presidente: "Abbiamo parlato, sarà il nostro Ferguson". Ma Antonio, che non sapeva delle parole, non gradisce: ora si sente sotto pressione. E il PSG osserva...

Il grande gelo. È quello tra Andrea Agnelli e Antonio Conte, condottieri di una Juventus che ha appena conquistato il suo secondo tricolore di fila ma che fatica tremendamente a trovare serenità. Tutto ruota attorno alla permanenza del tecnico. Che non ha preso affatto bene l'intervista rilasciata dal suo presidente ieri pomeriggio.

Ma che ha detto Agnelli di così sconveniente? Praticamente ha 'legato' Conte alla panchina senza avvertire però quest'ultimo. "Antonio è venuto a trovarmi la settimana scorsa. Voleva delle conferme che il programma va avanti e che finché ci sarò io la fame di vittorie non passera mai. I presupposti per continuare a vincere ci sono. Diventerà il nostro Ferguson" la sintesi delle sue parole, rilasciate a 'Sky'.

Conte si sente sotto pressione dopo questa uscita, quasi costretto a prolungare il proprio rapporto con la Juventus. E poi quella chiacchierata di cui parla Agnelli è considerata dall'allenatore come interlocutoria, un passo d'avvicinamento e non un definitivo punto d'incontro su un futuro che per l'allenatore leccese resta non privo di nubi.

Il tecnico, peraltro, ha letto la dichiarazione del presidente dai lanci d'agenzia, praticamente in tempo reale, e nemmeno questo gli ha fatto piacere. "Non è questo il momento, dai" ha detto a Corato, presente alla festa organizzata dai tifosi per lo scudetto, quando gli hanno mostrato il tutto sul tablet. E la sua scocciatura è apparsa evidente.

Insomma, l'ottimismo forse studiato di Agnelli non va di pari passo con le certezze di Conte. Come un innamorato che presenti la fidanzata ai genitori senza il consenso di lei, indecisa sul futuro di coppia. Situazione che ricorda molto il famoso messaggio video di Alex Del Piero, nel 2011: lì la Juve, con spalle al muro e il cerino in mano, fu quasi costretta a fargli firmare il rinnovo di un anno.

Intanto, dall'estero di osserva e si monitora la situazione. A Parigi, ad esempio, controllano con un occhio mentre con l'altro attendono di capire il futuro di Carlo Ancelotti, neo campione di Ligue 1 col Paris Saint-Germain. Il club francese, peraltro, si è già fatto vivo con quello bianconero. Ma ora la palla passa a Conte. Resta solo da capire in quale porta vorrà segnare.

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