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Peccato per il record, che sarebbe stato degna ciliegina sulla torta bianconera: ma va bene anche così, non si può rovinare il giorno della festa per una questione di numeri.

E’ stata una Juventus a due facce quella vista sabato in campo contro il Cagliari: pessima per gran parte del primo tempo, poi in ripresa, ma non al punto da conseguire quella vittoria che avrebbe lasciata seriamente aperta la possibilità di frantumare il record di 91 punti della Juve di Capello.

Peccato, certo, perché, come detto dallo stesso Conte, sarebbe stato altro motivo di vanto ed orgoglio per questa squadra. Ma non peccato mortale, perché il giorno della festa ufficiale, quello della consegna del trofeo per il secondo scudetto consecutivo dell’era Conte, non lo si poteva rovinare per una mera questione numerica.

LA PARTITA | JUVENTUS-CAGLIARI 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
18
7
58%
8
1
3

CAGLIARI
9
1
42%
4
0
4

Contro i rossoblù alla Juventus sono mancate la cattiveria agonistica, la ferocia, la determinazione, che puntualmente hanno caratterizzato i bianconeri: questione di stanchezza fisiologica, di rilassatezza mentale, di motivazioni lievi. Ci può stare. Ciò che invece non va bene è che alcuni di quei calciatori cui Conte ha dato possibilità di mettersi in mostra, dopo una stagione vissuta – chi più, chi meno – tra alti e bassi, abbiano invece deluso le attese.

E non per accanirci ma il maggiore indiziato, in tal senso, è quel Sebastian Giovinco, sostituito al 57’, che, a parte la traversa colpita su punizione, null’altro ha fatto di buono. L’impressione è che il suo soggiorno nella Torino bianconera, dopo anni di vai e vieni, potrebbe volgere al termine tra qualche settimana.

Passi indietro anche per Mauricio Isla, che ha viaggiato sui binari conosciuti nell’arco dell’intero campionato. Se contro l’Atalanta il cileno aveva dato segnali di ripresa, ieri è apparso appannato, impreciso in fase di cross, e nullo al momento di difendere. Anche per lui potrebbe essersi conclusa la sua parentesi alla Juventus.

Di ben altro tipo le prestazioni di Caceres e Giaccherini, preziosi soldatini sempre pronti a rispondere “presente” ogni qual volta vengono chiamati in causa. Il difensore uruguagio, entrato in luogo dell’infortunato Barzagli (a proposito, segnatevi la data di ieri, dove l’ex Wolfsburg ha commesso un errore sul goal di Ibarbo, evento rarissimo), non ha sbagliato un colpo, come pure il centrocampista ex Cesena. Giaccherini è stato di gran lunga il migliore in campo, ha corso in lungo ed in largo, ha recuperato palloni, e fatto ottime cose in fase di proposizione. E’ anche da elementi come loro che passano i successi di una grande squadra.

Una grande squadra che adesso ha da guardare al futuro abbastanza immediato. Serve operare sul mercato intelligentemente, spendendo bene e vendendo in maniera ancora migliore. Si susseguono, in queste ore, le voci sulle probabili partenze di Lichsteiner e Vucinic. Il montenegrino ha dimostrato anche ieri la sua importanza nell’economia del gioco della Juventus: entrato lui, la partita è cambiata in positivo per i bianconeri. Cederlo potrebbe essere un grosso errore, considerando anche che stiamo parlando di un elemento che, tra le tante qualità, ha dalla sua una grossa versatilità.

Stessa tipologia di discorso va fatta per Lichsteiner: l’elvetico non sarà un fuoriclasse, ma è sicuramente il miglior interprete del suo ruolo in Italia, ed uno dei più bravi d’Europa. Il suo gioco, magari poco evidente, è di grossa importanza per gli equilibri di uno schema come il 3-5-2. Per carità, potrebbe anche partire a fronte di una ottima offerta, ma chi arriverebbe al suo posto? Che Marotta e Paratici lo tengano ben presente: comprare bene, ma vendere ancora meglio...

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