thumbnail Ciao,

ANALISI - Sta per volgere al termine una delle stagioni più nere in casa Inter: la nuova squadra dovrà ripartire da alcuni - pochi - punti fermi.

Ormai nemmeno la faccia è più possibile salvare. Il finale di stagione dell'Inter sta ormai assumendo tratti tragicomici e la sconfitta contro la Lazio (l'ennesima, la numero 15) è lo specchio di un'annata che più negativa non poteva essere.

Se l'anno scorso le sciagurate gestioni Gasperini-Ranieri avevano lasciato macerie al povero Stramaccioni, bravo a salvare il salvabile, quest'anno la casa nerazzurra è venuta giù ancora e in estate bisognerà nuovamente ricostruirla dalle fondamenta. Non sarà facile, perché i soldi in cassa sono pochi (indonesiani o altri possibili investitori permettendo) e c'è tanto lavoro da fare per ridare una squadra decente ai tifosi sconsolati e spazientiti, a cui non resta che rosicare per lo scudetto della Juventus e per i gol di Balotelli che stanno portando il Milan ai preliminari di Champions League.

Con ancora 180 (inutili) minuti da giocare, il pensiero è completamente rivolto al futuro, nebuloso e con pochissime certezze. Perché, prestazioni alla mano, sono davvero pochi i giocatori attualmente in rosa da salvare e che si meritano la riconferma. Tolti gli sfortunati Zanetti e Milito, che il loro lo hanno sempre fatto, si contano sulle dita di una mano.

Nonostante i 65 gol subiti in stagione (senza di lui sarebbero stati molti di più), Samir Handanovic è una delle poche note liete. Non era facile il compito del portierone sloveno, chiamato a non far rimpiangere un monumento con Julio Cesar. Alla prima esperienza in una cosiddetta grande (e pensare che la sua ex squadra, l'Udinese, è vicina all'ennesima miracolosa qualificazione europea), Handanovic ha risposto alla grande e qualche sbavatura (come il pasticcio contro la Lazio o la poca reattività nel gol di Quagliarella) non cancellano un'ottima annata dal punto di vista personale. Non a caso è uno dei pochi calciatori in rosa ad avere un'interessante quotazione di mercato e l'interesse del Barcellona non è di certo un caso.

INTER: ECCO DA CHI E' POSSIBILE RIPARTIRE
Handanovic Juan Jesus
Kovacic Palacio

Negli ultimi tempi ha un po' mollato travolto dal trend negativo della squadra, ma non c'è dubbio che Juan Jesus sia stato una piacevole scoperta. Da oggetto misterioso a titolare, il passaggio è stato davvero repentino. Dal punto di vista fisico ha mostrato tutta la sua esplosività e non a caso è stato l'unico della rosa a non patire alcun infortunio. A soli 21 anni ha ancora grandi margini di miglioramento e sicuramente è un giocatore sul quale vale la pena insistire.

E' giovane e farà un gran parlare di sé anche l'unico acquisto azzeccato dello sciagurato mercato di gennaio. Mateo Kovacic è costato molto, ma ad appena 19 anni ha già fatto intravedere grandi qualità. Certo, la squadra lo ha davvero supportato poco, ma l'ex Dinamo Zagabria è sempre stato tra i migliori (o i meno peggio). Che la stagione prossima sarà un punto fermo dell'Inter che verrà non ci sono dubbi, non per grazia ricevuta ma per meriti conquistati sul campo.

E chissà dove sarebbe ora questa Inter piccola piccola senza i gol di Rodrigo Palacio, 22 in 38 gare. A 31 anni el Trenza non ha fallito la grande occasione della carriera e la sua stella ha oscurato quella di un certo Antonio Cassano. Prima o seconda punta, all'occorrenza anche portiere (nei minuti finali in Coppa Italia contro il Verona), Palacio ha tenuto a lungo a galla una squadra con poche idee e poco gioco. Con Milito convalescente, toccherà a lui fare da chioccia il prossimo luglio al nuovo arrivato Mauro Icardi.

Croce e delizia, ha alternato prestazioni sontuose ad altre davvero sottotono. Fredy Guarin, soprattutto dopo la partenza di Sneijder, ha confermato di essere il centrocampista con più qualità nella rosa a disposizione di Stramaccioni, l'unico in grado di cambiare marcia e con una certa propensione al gol. Per il colombiano una sufficienza stiracchiata, perché ha avuto troppi alti e bassi, non solo per colpa sua: vederlo confinato sulla fascia nel derby ha destato non poche perplessità. Un po' sacrificato quando il tridente Milito-Cassano-Palacio funzionava a meraviglia, Guarin ha dato il meglio di sé come trequartista, il ruolo lasciato vacante da Sneijder. Insieme a Kovacic è uno dei punti fermi del centrocampo che verrà. A meno che non arrivino offerte irrinunciabili...

Sullo stesso argomento