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ANALISI - Antonio Conte ultimamente ha optato per il 3-5-1-1, dimostrando di non fidarsi pienamente dei suoi attaccanti. E preparando, forse, il terreno per Ibrahimovic...

Se potesse tornare indietro, probabilmente, Antonio Conte all’Allianz Arena non si presenterebbe schierando la coppia Matri-Quagliarella, ma con una Juventus più accorta, con un Pogba in più e un attaccante in meno.

Intendiamoci, ciò non vuole significare che con un altro tipo di formazione i bianconeri avrebbero potuto impensierire i bavaresi, dire ciò corrisponderebbe al falso. La formazione teutonica si è rivelata una compagine favolosa capace di triturare sia all’andata che sia al ritorno anche un certo Barcellona. Ma certamente, e questo è un dato statistico incontrovertibile, appare assai curioso come dal doppio incontro con Robben e soci l’allenatore salentino abbia deciso di affidare le speranze d’attacco a un solo interprete. Segno che, la lezione di calcio subita per mano di Jupp Heynckes, in casa juventina qualche riflessione l’ha lasciata.
 
Per l’allenatore pugliese lì davanti c’è solo un elemento imprescindibile: Mirko Vucinic. La classe e, soprattutto, l’imprevedibilità del montenegrino, anche in campo europeo, possono rivelarsi elementi decisivi e, seppur contro i finalisti di Wembley 2013 questo aspetto non è si pressoché notato, complice uno status fisico non ottimale che proprio nel match in terra tedesca lo ha escluso dall’assetto titolare, in ottica progettuale è un aspetto a cui inevitabilmente la Vecchia Signora dovrà porre attenzione.

DOPO L'ELIMINAZIONE DALLA CHAMPIONS
QUAGLIARELLA
3 presenze - 21' giocati
GIOVINCO
0 presenze - 0' giocati
MATRI
0 presenze - 0' giocati

In parole povere, quindi, si può dire che in questo momento nel capoluogo piemontese di centravanti dotato di piedi “europei” ce n'è uno solo, ed è, appunto, l’ex giallorosso; troppo poco per poter tenere testa alle big della Champions League.

E se Giovinco non è riuscito ad imporsi come si aspettasse che facesse, Quagliarella pur facendo complessivamente bene non ha mai scavalcato determinate gerarchie e Matri non ha fornito un contributo positivo costante, ecco che l’idea di schierare un solo terminale ha fatto breccia nel cuore del tecnico salentino, tanto da diventare l’assetto base di quest’ultima parte di stagione. Sì, è vero, tenere in panchina il talentino francese strappato divinamente dalle mani di Sir Alex Ferguson con il passare delle giornate è diventato sempre più delittuoso, ma questo cambiamento contiano non lo si può attribuire solamente all’esplosione di Pogba.

C’è di più e questo più va prima ricercato e poi analizzato. Il condottiero dei campioni d’Italia può contare su un comparto metodista di assoluto spessore e, le potenzialità di questo reparto qualitativamente sublime, possono rivelarsi alla lunga a dir poco micidiali.

Conte, autore fin qui di uno splendido operato bianconero basato principalmente sull’estrema duttilità tattica, ha capito che con il 29enne di Niksic si possono oliare meccanismi proiettati a un possibile sviluppo tattico, mentre con il resto della truppa offensiva questo ragionamento appare limitato. Ancora una volta Antonio da Lecce ha saputo amalgamare nel migliore dei modi il materiale a disposizione, ora in corso Galileo Ferraris dovranno decidere se incentivare o meno questo 3-5-1-1.

I più maliziosi dicono che questa situazione di gioco sia il vestito ideale per Zlatan Ibrahimovic e, se a pensare male si fa peccato, è pur vero che qualche volta ci si azzecca. Messaggi subliminali?

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