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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Telecronista Sky, Editorialista Goal.com
 

Il trionfo -indiscutibilmente meritato- è vicino. Alla Juventus basta un punto per festeggiare e tagliare il traguardo con due giornate di anticipo rispetto a un anno fa. E' un dato significativo perché spazza via come roba vecchia tutti gli interrogativi che avevano accompagnato l'avvio di stagione della Juve. In molti si chiedevano se l'impegno in Champions avrebbe stravolto i metodi di allenamento di Conte, se lo scudetto conquistato avrebbe ridimensionato la determinazione dei bianconeri. Nulla di tutto questo, la Juve ha avuto solo un momento di rilassamento in autunno. Poi i tre schiaffi rifilati dall'Inter allo Juventus Stadium hanno riportato la squadra alla realtà. Il martellante lavoro quotidiano di Conte ha fatto il resto.

La Juve ha piegato solo nel finale la resistenza del Torino, una squadra che in questo campionato ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Nuovamente decisivo Vidal, ormai fuori dal mercato anche se con l'esplosione di Pogba adesso c'è abbondanza a centrocampo.

Anche il Napoli sembra aver ipotecato il secondo posto. Ha bisogno di 6 punti nelle ultime 4 giornate per la certezza aritmetica dell'ingresso in Champions League senza passare per i preliminari. A Pescara ha faticato un po' nel primo tempo, per la buona organizzazione della squadra di Bucchi e per l'assenza di Cavani. Trovato il vantaggio tutto è stato semplice. Adesso tutto ruota attorno al futuro di Cavani e Mazzarri. E a questo punto il temporeggiare dell'allenatore, davanti a un'offerta della società considerevole, è un po' enigmatico.

Per il terzo posto è bella la lotta tra Milan e Fiorentina. I rossoneri hanno sofferto contro un bel Catania. La Fiorentina ha spazzato via la Sampdoria che non fa più punti e con Genoa e Palermo che hanno ripreso a correre è il caso che Rossi solleciti i suoi. Sarebbe curioso scoprire dove sarebbe adesso la Fiorentina con l'attuale modulo (4-3-3) da inizio campionato. Da quando Montella ha abbandonato il 3-5-2 Cuadrado e Ljaic sono esplosi. E non è un caso.

La Roma ha momenti di grande calcio ma fatica ad essere continua. Resta il sospetto di una squadra che ha reso nettamente al di sotto delle sue possibilità. Una squadra che in attacco ha Totti, Osvaldo, Lamela e Destro non può non lottare per la Champions.

Complimenti, invece, all'Udinese. Quasi in punta di piedi, come ama fare il suo straordinario allenatore, è in corsa per l'Europa League. E negli ultimi due anni ha ceduto Sanchez, Isla, Asamoah, Handanovic, Inler, Zapata, Armero. A Udine non  smettono di stupire. Così come stupisce che nessun grande club bussi alla porta di Guidolin.

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