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La squadra bianconera con la vittoria ottenuta in extremis nel derby contro il Torino si è avvicinata al secondo scudetto consecutivo dell'era Conte.

Bada al sodo questa Juventus e fa bene: niente orpelli, niente calcio spettacolo, ma l’unico obiettivo di fare quei punti che separano la squadra dal traguardo dello scudetto. Da un paio di settimane a questa parte la ‘Vecchia Signora’ si è un po’ imbruttita, ma il risultato non è cambiato: due vittorie, infatti, quelle ottenute contro Milan (settimana scorsa) e Torino (ieri), figlie di una determinazione feroce, di una grande concentrazione, di una voglia di bissare il successo tricolore dello scorso anno.

Questo nuovo vestito a forma di 3-5-1-1 cucito su misura da Conte calza a pennello alla Juventus di questi giorni, che ribadisce la consueta solidità difensiva, da primissima della classe, e trova la vittoria grazie alle reti di Vidal e Marchisio.
LA PARTITA | TORINO-JUVENTUS 0-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

TORINO
2
1
43%
2
0
4

JUVENTUS
6
2
57%
1
4
2

Il ‘Principino’ sta iniziando ad abituarsi al nuovo ruolo affidatogli dal suo allenatore, che potrebbe ricoprire molto più spesso nella stagione ventura. Un leit motiv, quello dei goal venuti dai centrocampisti, che ha accompagnato i bianconeri per tutta la stagione, e che li sta conducendo all’obiettivo prefissato.

Quando parliamo di Juventus che non esprime un gioco spumeggiante, poco apprezzabile, magari, dall’esigente partite degli esteti del calcio, non lo facciamo con tono dispregiativo, ma vogliamo sottolineare la cattiveria di questa squadra che da inizio anno ad oggi, a parte qualche brevissimo passaggio a vuoto, ha martellato gli avversari senza pietà alcuna.

Caratteristiche, queste, che richiamano alla mente la Juventus di Fabio Capello, sicuramente superiore dal punto di vista qualitativo della rosa, ma sulla stessa lunghezza d’onda per quel che riguarda la tipologia di gioco espressa.

Adesso manca solo un punto, ai bianconeri, per aggiudicarsi il secondo scudetto consecutivo. Uno scudetto che potrebbe arrivare domenica prossima, 5 maggio: una data che negli ambienti bianconeri hanno ben presente e che rievoca dolci (per loro) ricordi.

Ma, a prescindere dal giorno in cui arriverà, sarà un trionfo legittimo, a 360 gradi, e che testimonia la grandezza, entro i confini patrii, della Juventus. Una superiorità manifesta ed imbarazzante, contro cui nessuno ha saputo porre serio e minimo rimedio.

Ecco perché, nelle prossime settimane, Marotta e Paratici, di comune intesa con l’artefice principe dei successi di questi tempi, Antonio Conte, dovranno lavorare sodo per dare alla squadra una dimensione europea. Le basi per fare cose importanti anche in Champions ci sono, ed in questa stagione se n’è avuto qualche segnale.

E però, urgono rinforzi, mirati ed adeguati, per i quali bisognerà lavorare di ingegno ed astuzia. Sotto la guida di Conte, che ha saputo ridare alla Juve il ruolo che le competeva, nulla sembra precluso. Sprecare l’occasione di cercare di affermarsi in Europa, sarebbe un vero peccato.

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