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Contro il Milan non vi sono stati particolari acuti, eppure i bianconeri hanno portato a casa i 3 punti. Adesso ne mancano 4 dal secondo scudetto consecutivo dell’era Conte.

Abbiamo già avuto modo di dirlo, di tanto in tanto, in questa stagione: se una squadra riesce a vincere anche non giocando granchè bene, vuol proprio dire che per le altre non c’è nulla da fare. E vedendo la Juventus di ieri sera è un pensiero che calza a pennello, visto che i bianconeri sono stati protagonisti – alla pari dei rossoneri, sia chiaro – di un match parecchio brutto, molto tattico e senza particolari sussulti.

Ci ha pensato dunque un rinato Asamoah, con la complicità del duo Amelia–Abate, a regalare l’occasione di portare a casa i 3 punti che calano come una mannaia sul campionato: occasione che Vidal, dal dischetto, non ha sprecato, piazzando un rigore di chirurgica precisione. Adesso mancano 4 punti, nel giro di 5 partite, e sarà scudetto: il secondo consecutivo dell’era Conte.

LA PARTITA | JUVENTUS-MILAN 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

JUVENTUS
13
3
41%
7
1
0

MILAN
13
6
59%
0
3
3

Già Conte. E’ giusto ribadire come sia il tecnico pugliese il principale artefice dei successi bianconeri. Anche ieri l’impostazione tattica data alla partita ha avuto la sua importanza. Il 3-5-1-1 da lui proposto non ha certo entusiasmato i palati fini, ma si è rivelato tutto sommato efficace, chiudendo praticamente ogni possibilità di creare consistenti pericoli ai rossoneri. Per carità, c’è ancora da lavorarci su, ma è un prospetto da tenere in considerazione in vista della prossima stagione. Quando Marchisio sarà nuovamente al top della forma, e quando, al centro dell’attacco, ci sarà magari un altro tipo di attaccante.

Il Vucinic visto ieri si è dato abbastanza da fare, ma i risultati non sono stati granchè. Ripetiamo, la partita è stata difficile, soprattutto per gli attaccanti, perché le squadre hanno impedito il crearsi di chissà quali iniziative. Il montenegrino ci ha provato, ma non è stato decisivo come avrebbe dovuto essere. Capita, Vucinic è un giocatore straordinario in alcune occasioni e, rispetto a quella di ieri, ha vissuto serate migliori. Ma serve maggiore continuità: ecco perché un eventuale arrivo di Ibrahimovic, di cui tanto si parla adesso, ma che rimane comunque di difficile attuazione, sarebbe da prendere come oro colato, con tanti saluti agli schizzinosi del ‘dagli al traditore’, memori dei tempi post calciopoli.

Ad ogni modo, il campionato è dunque prossimo ad esporre il cartello ‘The end’. Adesso la Juventus ha da dare il massimo in questo frangente finale di stagione, per fare il prima possibile i 4 punti necessari a fregiarsi del tricolore, e per potersi togliere qualche altra piccola soddisfazione come quella – forse neanche tanto piccola – di battere il Torino nel prossimo derby: missione quasi compiuta. Dopo di che, si dovrà lavorare a testa bassa in vista della prossima stagione, dove si dovrà necessariamente tentare l’assalto all’Europa che conta. Non da possibile outsider, come accaduto quest’anno, ma come vera e concreta aspirante al trionfo finale.

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